I dipinti di Heeyoung Noh esplorano trauma e identità attraverso rituali coreani
L'opera The face (2023) di Heeyoung Noh raffigura una donna senza tratti facciali sotto la doccia, mostrando la sua pelle lucente e gocce d'acqua, evocando un forte senso di umidità e isolamento. Noh incorpora spesso il ttaemiri, una pratica tradizionale coreana di bagno, per esplorare pesi psicologici come il dolore matrilineare e il senso di disconnessione vissuto durante l'immigrazione. Nata a Incheon, Corea del Sud, nel 1995, si è trasferita in Scozia per studiare alla Glasgow School of Art, dove ha affrontato la sua identità di donna asiatica mentre gestiva microaggressioni razziali e confusione culturale. Nel suo pezzo del 2024 Bitches, una donna nuda è raggomitolata su un letto con un cane nero, che ricorda l'opera del 1781 di Johann Heinrich Füssli The Nightmare, eppure il suo sguardo rimane inquietantemente diretto. L'arte di Noh presenta rappresentazioni semplici ma inquietanti della figura femminile come mezzo per traumi inespressi ed ereditati, spesso rispecchiando le sue lotte emotive all'estero.
Fatti principali
- Heeyoung Noh è nata nel 1995 a Incheon, Corea del Sud.
- Si è trasferita in Scozia per frequentare la Glasgow School of Art.
- Il suo dipinto The face è stato creato nel 2023.
- Il lavoro di Noh attinge al ttaemiri, un rituale coreano di bagno.
- Bitches (2024) fa riferimento al dipinto del 1781 di Johann Heinrich Füssli The Nightmare.
- I suoi dipinti esaminano pesi psicosomatici come il dolore matrilineare e l'alienazione da immigrazione.
- Noh ha affrontato microaggressioni razziali e disorientamento culturale in Scozia.
- The face raffigura una donna senza volto sotto la doccia con pelle lucente.
Entità
Artisti
- Heeyoung Noh
- Johann Heinrich Füssli
Istituzioni
- Glasgow School of Art
Luoghi
- Incheon
- South Korea
- Scotland