Hazem Harb: 'Not There, Yet Felt' usa muri scrostati come metafora dello spostamento
La mostra personale di Hazem Harb 'Not There, Yet Felt' alla Tabari Artspace si concentra sullo scrostamento come metafora di memorie e storie stratificate della sua casa a Gaza. A differenza delle sue precedenti narrazioni collettive, questo corpus di opere è profondamente personale, esplorando la disembodiment e la tensione tra connessione e distanza. La mostra presenta collage, installazione al neon e un autoritratto. L'opera al neon 'Hope is Power' ha 'Power' che lampeggia come un battito cardiaco, simboleggiando la speranza. Quattro collage su legno, montati su una parete color carne, utilizzano fotografie di muri scrostati di Gaza per rivelare strati cromatici nascosti. Un autoritratto a grandezza naturale della serie 'Gauze' usa la garza per evocare fragilità e guarigione. Una poesia dell'artista accompagna la mostra.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'Not There, Yet Felt' di Hazem Harb
- Metafora centrale sono i muri scrostati
- Include installazione al neon 'Hope is Power' con 'Power' lampeggiante
- Quattro collage su legno montati su parete color carne
- Collage derivati da fotografie di muri scrostati a Gaza
- Presenta autoritratto della serie 'Gauze' a grandezza naturale
- Poesia di Hazem Harb accompagna la mostra
- Mostra alla Tabari Artspace
Entità
Artisti
- Hazem Harb
Istituzioni
- Tabari Artspace
Luoghi
- Gaza
- Palestine