La potenza scultorea di Hans Josephsohn in mostra all'ICA Milano
L'ICA Milano presenta una mostra personale dello scultore svizzero Hans Josephsohn (1920–2012), il cui lavoro è caratterizzato da forme dense e tattili e dal rifiuto dell'idealizzazione. L'approccio processuale di Josephsohn tratta ogni scultura come un risultato temporaneo del pensiero creativo, enfatizzando la materialità e i molteplici punti di vista. L'interesse dell'artista per le correzioni ottiche, la luce come elemento compositivo e la relazione architettonica tra scultura e spazio lo allinea ai maestri antichi. Il critico Alberto Salvadori nota il valore assoluto che Josephsohn attribuisce al rapporto arte-spazio. Il lavoro è stato descritto come 'esistenziale' da Chiara Nuzzi, servendo come mezzo per comprendere la condizione umana. Josephsohn stesso ha dichiarato che 'il punto di partenza siamo semplicemente noi', riflettendo la sua attenzione alle persone. La mostra evidenzia i suoi volumi robusti, che ricordano i Moai dell'Isola di Pasqua, e la sua continua modellazione sperimentale.
Fatti principali
- Hans Josephsohn è nato a Königsberg (oggi Kaliningrad) nel 1920 ed è morto a Zurigo nel 2012.
- La mostra si tiene all'ICA Milano nel 2019.
- Le sculture di Josephsohn sono descritte come 'fatti formali' con volumi robusti.
- La tecnica dell'artista coinvolge molteplici punti di vista, ricordando gli scultori antichi.
- Alberto Salvadori ha sottolineato l'attenzione di Josephsohn al rapporto tra arte e spazio.
- Chiara Nuzzi ha definito la scultura di Josephsohn 'esistenziale'.
- Josephsohn ha detto 'il punto di partenza siamo semplicemente noi' in una conversazione con Amine Haase.
- Le opere sono presentate come risultati temporanei del processo creativo dell'artista.
Entità
Artisti
- Hans Josephsohn
- Alberto Salvadori
- Chiara Nuzzi
- Amine Haase
- Francesca Mattozzi
Istituzioni
- ICA Milano
- Artribune
Luoghi
- Königsberg
- Kaliningrad
- Zurich
- Switzerland
- Milan
- Italy