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L'opera scultorea di Hans Josephsohn in primo piano alla mostra di Lugano

exhibition · 2026-04-27

Una mostra al LAC di Lugano presenta 16 opere di Hans Josephsohn (1920–2012), dal 1950 al 2006. Pur non essendo una retrospettiva completa, evidenzia efficacemente la centralità della figura umana nella sua pratica, con figure in piedi, sedute, sdraiate, mezze figure e rilievi. Josephsohn lavorava con modelle dal vivo, principalmente femminili, ma il suo approccio multiprospettico oscura la frontalità, invitando gli spettatori a muoversi attorno alle sculture. La figura umana è trattata come volume, risultando in una potente fisicità. Il suo stile si è evoluto dall'astratto e geometrico negli anni '50 a una rappresentazione più marcata, poi dagli anni '80 verso un accumulo di materia che crea forme sempre più massicce. Usava il gesso per la sua malleabilità, permettendo aggiustamenti ripetuti; tracce di strumenti e impronte digitali rimangono visibili anche dopo la fusione in bronzo. Josephsohn, nato a Königsberg (oggi Kaliningrad) da una famiglia di mercanti ebrei, fuggì dall'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1938 per sfuggire alle leggi razziali, trovando rifugio in Svizzera. Espose per la prima volta in una mostra collettiva a Zurigo nel 1946 e continuò a lavorare fino all'età di 92 anni. Nonostante l'allineamento con scultori del XX secolo come Wotruba, Giacometti e Germaine Richier, rimase intenzionalmente isolato. Le sue opere tarde possono essere interpretate come una ricerca incessante dello stato intermedio tra materia e idea, riecheggiando l'estetica di Hegel.

Fatti principali

  • La mostra al LAC di Lugano presenta 16 opere di Hans Josephsohn dal 1950 al 2006.
  • Le opere includono figure in piedi, sedute, sdraiate, mezze figure e rilievi.
  • Josephsohn lavorava con modelle dal vivo, principalmente femminili, ma le sue opere mancano di una chiara frontalità.
  • Il suo stile si è evoluto dall'astratto/geometrico negli anni '50 a più rappresentativo, poi a massicci accumuli di materia dagli anni '80.
  • Lavorava principalmente in gesso, lasciando tracce di strumenti e impronte digitali visibili anche dopo la fusione in bronzo.
  • Josephsohn nacque a Königsberg (oggi Kaliningrad) nel 1920 da una famiglia di mercanti ebrei.
  • Fuggì da Firenze nel 1938 a causa delle leggi razziali e trovò rifugio in Svizzera.
  • Espose per la prima volta in una mostra collettiva a Zurigo nel 1946 e continuò a lavorare fino alla morte nel 2012 all'età di 92 anni.

Entità

Artisti

  • Hans Josephsohn
  • Wotruba
  • Alberto Giacometti
  • Germaine Richier

Istituzioni

  • LAC Lugano
  • Accademia di Belle Arti di Firenze

Luoghi

  • Lugano
  • Switzerland
  • Königsberg
  • Kaliningrad
  • Prussia
  • Florence
  • Italy
  • Zurich

Fonti