Le sculture inquietanti di Hannah Levy tra attrazione e disagio
La scultrice americana Hannah Levy costruisce un linguaggio che si muove tra attrazione e disagio, dove il corpo non è mai rappresentato direttamente ma sempre evocato. Le sue sculture nascono dall'incontro tra acciaio, silicone e vetro, materiali che imitano pelle, carne o superfici industriali, creando forme ibride che sembrano familiari e aliene allo stesso tempo. Il suo lavoro spesso parte da oggetti quotidiani, strumenti medici, strutture domestiche, oggetti funzionali che vengono distorti fino a perdere la loro utilità. Levy lavora sull'idea di tensione fisica e percettiva, come se ogni opera fosse un corpo sottoposto a una pressione invisibile che suggerisce un rapporto quasi sensoriale con lo spettatore, tra repulsione e attrazione. Al centro della sua ricerca c'è il rapporto tra umano e artificiale, tra vita e costruzione, in forme che sembrano respirare una fragilità ambigua e abitare un territorio intermedio dove il design si trasforma in organismo e il corpo in oggetto. Levy afferma: 'Sono interessata a creare oggetti che sembrano familiari ma ti costringono a riconsiderare il modo in cui li percepisci e il modo in cui il corpo si relaziona a ciò che lo circonda.'
Fatti principali
- Hannah Levy è una scultrice americana.
- Le sue sculture utilizzano acciaio, silicone e vetro.
- I materiali imitano pelle, carne o superfici industriali.
- Il suo lavoro distorce oggetti quotidiani, strumenti medici e strutture domestiche.
- Le sculture evocano tensione fisica e percettiva.
- Il corpo non è mai rappresentato direttamente ma sempre evocato.
- La ricerca di Levy esplora il rapporto tra umano e artificiale.
- L'artista mira a creare oggetti familiari che sfidano la percezione.
Entità
Artisti
- Hannah Levy
Istituzioni
- Objects.