Il 'Fondu au noir' di Guillaume Basquin difende il negativo dal digitale
Il primo libro di Guillaume Basquin 'Fondu au noir' (pubblicato da Paris expérimental) si oppone alla diffusa digitalizzazione del cinema, sostenendo che essa distrugge l'essenza del medium eliminando il negativo. Basquin, nato nel 1969, vive e lavora a Parigi e occupa l'ex appartamento di André Bazin. Il libro presenta una tesi secondo cui la digitalizzazione è un cambiamento metafisico, non solo tecnico, che sostituisce le immagini reali con copie virtuali. Basquin cita Godard, Sollers, Walter Benjamin e Guy Debord, e fa riferimento a un 'effet Musée Grévin' in cui le labbra degli attori appaiono di plastica. Sostiene che tutti i film passati e presenti vengono ridotti a zero e uno, e che questo processo è una forma di falsificazione. Il libro è descritto come un romanzo sperimentale su un uomo che assiste a una catastrofe di derealizzazione. Basquin invita a difendere il negativo contro la propaganda della proiezione digitale.
Fatti principali
- Guillaume Basquin ha pubblicato 'Fondu au noir' con Paris expérimental.
- Basquin è nato nel 1969 e vive e lavora a Parigi.
- Vive nell'ex appartamento di André Bazin.
- Il libro si oppone alla digitalizzazione del cinema.
- Basquin sostiene che la digitalizzazione sostituisce le immagini reali con copie virtuali.
- Cita Godard, Sollers, Walter Benjamin e Guy Debord.
- Il libro descrive un 'effet Musée Grévin' in cui le labbra degli attori appaiono di plastica.
- Basquin invita a difendere il negativo.
Entità
Artisti
- Guillaume Basquin
- André Bazin
- Jean-Luc Godard
- Philippe Sollers
- Walter Benjamin
- Guy Debord
- Liv Ullmann
- Martin Scorsese
- Alain Fleischer
- Alain Badiou
- Jacques Aumont
- Dominique Païni
Istituzioni
- Paris expérimental
- art press
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —