Retrospettiva di Guido Pajetta a Palazzo Reale esplora un secolo di evoluzione artistica
Palazzo Reale di Milano presenta una retrospettiva di Guido Pajetta (Monza, 1898 – Milano, 1987), che abbraccia l'intera carriera dal dipinto di diploma all'Accademia di Brera fino alle opere tarde degli anni Ottanta. La mostra, curata con una prospettiva umanistica, ripercorre la produzione irrequieta e variegata di Pajetta attraverso sezioni dedicate a natura morta, ritratto, figura femminile e paesaggio. Il suo primo periodo 'sironiano' (dopo il Ritratto di signora del 1922) predilige l'introspezione psicologica all'austerità. Negli anni Trenta interpreta in modo eccentrico Cubismo, Chiarismo e Surrealismo. Un'installazione verticale di autoritratti crea una danza di stili distorti, sofferenti ma gioiosi. I nudi femminili combinano una paradossale leggerezza con tattilità e distorsione. I paesaggi rivelano uno sguardo osservativo al contempo distaccato e partecipe, filtrando la tragedia attraverso l'ironia. Il figlio di Pajetta, Giorgio, cita il padre: 'Non ho attraversato il Novecento; il Novecento ha attraversato me, come un treno in corsa, lasciando tracce di sofferenza nel corpo della mia pittura.' La mostra è in corso fino a una data non specificata nella fonte.
Fatti principali
- Retrospettiva di Guido Pajetta a Palazzo Reale, Milano
- Copre la carriera dal dipinto di diploma del 1922 alle opere degli anni Ottanta
- La mostra include sezioni su natura morta, ritratto, figura femminile, paesaggio
- Il primo lavoro di Pajetta è 'sironiano' con introspezione psicologica
- Le opere degli anni Trenta affrontano Cubismo, Chiarismo, Surrealismo in modo eccentrico
- Esposizione verticale di autoritratti mostra diversità stilistica
- I nudi femminili combinano leggerezza con corporeità e distorsione
- Citazione dell'artista: 'Non ho attraversato il Novecento; il Novecento ha attraversato me'
Entità
Artisti
- Guido Pajetta
- Giorgio Pajetta
Istituzioni
- Palazzo Reale
- Brera
Luoghi
- Milan
- Monza
- Italy