Guido Giustetto: l'estetica della cura come medicina più umana
In un'intervista ad Artribune, il dottor Guido Giustetto, presidente dell'OMCeO di Torino e direttore scientifico della rivista il Punto.it, approfondisce l'idea di 'estetica della cura', influenzata dallo scrittore Anatole Broyard. Sostiene che la bellezza degli spazi, dei gesti e delle parole possa fungere da elemento terapeutico, e che la fiducia nel rapporto medico-paziente incarni un'armonia relazionale che rappresenta una forma di bellezza. Giustetto critica l'approccio eccessivamente tecnico della formazione medica e sostiene l'inclusione delle medical humanities, come la medicina narrativa, per insegnare ai medici l'importanza di una comunicazione attenta, dell'ascolto e del silenzio. Cita il libro di Victor Montori 'Why We Revolt', discutendo di 'cura elegante' che rispetta il tempo, le parole e la dignità. Conclude che, nonostante un sistema sanitario burocratico, si possono favorire autentici momenti di connessione con i pazienti, sottolineando che la medicina ha senso solo quando si offre una presenza genuina.
Fatti principali
- Intervista a Guido Giustetto su Artribune
- Giustetto è presidente dell'OMCeO di Torino
- Giustetto è direttore scientifico della rivista il Punto.it
- Il concetto di 'estetica della cura' si ispira ad Anatole Broyard
- Victor Montori è autore di 'Why We Revolt: A Patient Revolution for Careful and Kind Care'
- La bellezza degli spazi, dei gesti e delle parole è considerata fattore terapeutico
- La fiducia medico-paziente è descritta come 'armonia relazionale'
- Giustetto critica la formazione medica per la mancanza di discipline umanistiche
Entità
Artisti
- Anatole Broyard
- Guido Giustetto
- Victor Montori
Istituzioni
- OMCeO di Torino
- il Punto.it
- Artribune
Luoghi
- Torino
- Italia