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Guido Giustetto: l'estetica della cura come medicina più umana

opinion-review · 2026-04-27

In un'intervista ad Artribune, il dottor Guido Giustetto, presidente dell'OMCeO di Torino e direttore scientifico della rivista il Punto.it, approfondisce l'idea di 'estetica della cura', influenzata dallo scrittore Anatole Broyard. Sostiene che la bellezza degli spazi, dei gesti e delle parole possa fungere da elemento terapeutico, e che la fiducia nel rapporto medico-paziente incarni un'armonia relazionale che rappresenta una forma di bellezza. Giustetto critica l'approccio eccessivamente tecnico della formazione medica e sostiene l'inclusione delle medical humanities, come la medicina narrativa, per insegnare ai medici l'importanza di una comunicazione attenta, dell'ascolto e del silenzio. Cita il libro di Victor Montori 'Why We Revolt', discutendo di 'cura elegante' che rispetta il tempo, le parole e la dignità. Conclude che, nonostante un sistema sanitario burocratico, si possono favorire autentici momenti di connessione con i pazienti, sottolineando che la medicina ha senso solo quando si offre una presenza genuina.

Fatti principali

  • Intervista a Guido Giustetto su Artribune
  • Giustetto è presidente dell'OMCeO di Torino
  • Giustetto è direttore scientifico della rivista il Punto.it
  • Il concetto di 'estetica della cura' si ispira ad Anatole Broyard
  • Victor Montori è autore di 'Why We Revolt: A Patient Revolution for Careful and Kind Care'
  • La bellezza degli spazi, dei gesti e delle parole è considerata fattore terapeutico
  • La fiducia medico-paziente è descritta come 'armonia relazionale'
  • Giustetto critica la formazione medica per la mancanza di discipline umanistiche

Entità

Artisti

  • Anatole Broyard
  • Guido Giustetto
  • Victor Montori

Istituzioni

  • OMCeO di Torino
  • il Punto.it
  • Artribune

Luoghi

  • Torino
  • Italia

Fonti