Il Guggenheim interrompe le trattative con la coalizione Gulf Labour mentre riprendono le proteste
La Fondazione Guggenheim ha interrotto le trattative con la Gulf Labour Artist Coalition, un gruppo di attivisti che protesta contro le condizioni di lavoro per la costruzione della sede del museo ad Abu Dhabi. Il direttore Richard Armstrong ha definito i colloqui 'non più produttivi', accusando la coalizione di spostare le richieste e diffondere falsità. In risposta, la Gulf Ultra Luxury Faction (G.U.L.F.) ha annunciato che riprenderà azioni dirette a New York e altrove. La rottura segue un processo durato un anno dopo le proteste del 2015 al Guggenheim di New York e alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
Fatti principali
- La Fondazione Guggenheim ha interrotto le trattative con la Gulf Labour Artist Coalition
- La coalizione protestava contro le condizioni di lavoro per la costruzione del museo di Abu Dhabi
- Richard Armstrong ha dichiarato che i colloqui erano 'non più produttivi'
- Armstrong ha accusato la coalizione di spostare le richieste e diffondere falsità
- La Gulf Ultra Luxury Faction (G.U.L.F.) riprenderà azioni dirette
- Le trattative erano iniziate dopo l'occupazione del Guggenheim di New York il 1° maggio 2015
- Proteste si sono verificate anche alla Collezione Peggy Guggenheim durante la Biennale di Venezia
- La G.U.L.F. aveva accettato di sospendere le manifestazioni durante le trattative
Entità
Istituzioni
- Guggenheim Foundation
- Gulf Labour Artist Coalition
- Gulf Ultra Luxury Faction (G.U.L.F.)
- New York Guggenheim
- Peggy Guggenheim Collection
- New York Times
Luoghi
- Abu Dhabi
- New York
- Venice