Indagine delle Guerrilla Girls svela pregiudizi di genere ed etnici nei musei europei
Le Guerrilla Girls, collettivo femminista americano fondato nel 1984, hanno lanciato un'indagine su 383 istituzioni europee per valutare la diversità nelle loro collezioni e nel personale. I risultati, presentati nella mostra 'Guerrilla Girls: Is it even worse in Europe?' alla Whitechapel Gallery di Londra (1 ottobre 2016 – 5 marzo 2017), rivelano che solo 101 musei hanno risposto. Tra i partecipanti italiani figurano il Museo di Villa Croce (Genova), il MAXXI e il MAMBo, mentre notevoli assenti includono MADRE, MART, Centro Pecci, MACRO, GNAM, GAM, Fondazione Prada e Palazzo Grassi. La mostra presenta poster ironici, copie dei questionari compilati e materiali d'archivio. Contemporaneamente, le componenti del collettivo sono presenti alla Switch House del Tate Modern fino al 9 ottobre per il progetto 'Tate Exchange', ospitando 'The Complaint Department' dove i visitatori possono lasciare messaggi. Una componente che usa lo pseudonimo Käthe Kollwitz ha notato che, sebbene i musei affermino di valorizzare le artiste donne, solo il 12% delle opere nelle loro collezioni dal 1861 a oggi è di donne.
Fatti principali
- Le Guerrilla Girls si sono formate nel 1984
- Indagine inviata a 383 istituzioni europee
- Solo 101 istituzioni hanno risposto
- Partecipanti italiani: Museo di Villa Croce, MAXXI, MAMBo
- Non rispondenti includono MADRE, MART, Centro Pecci, MACRO, GNAM, GAM, Fondazione Prada, Palazzo Grassi
- Mostra alla Whitechapel Gallery dal 1 ottobre 2016 al 5 marzo 2017
- Progetto al Tate Modern 'The Complaint Department' fino al 9 ottobre
- Solo il 12% delle opere nelle collezioni museali dal 1861 a oggi è di donne
Entità
Artisti
- Frida Kahlo
- Käthe Kollwitz
Istituzioni
- Whitechapel Gallery
- Tate Modern
- Museo di Villa Croce
- MAXXI
- MAMBo
- MADRE
- MART
- Centro Pecci
- MACRO
- GNAM
- GAM
- Fondazione Prada
- Palazzo Grassi
- Artribune
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Genoa
- Italy
- Rome
- Turin
- Venice