Griffa e Vascellari: istinto contro intelletto nell'arte
In un'intervista per la serie Versus di Artribune, gli artisti Giorgio Griffa e Nico Vascellari discutono l'interazione tra istinto e intelletto nei loro processi creativi. Griffa descrive la sua pratica come un lento e meditativo atto di pittura, cercando di dimenticare se stesso con ogni segno, rifiutando sia l'action painting che l'arte concettuale. Vascellari sottolinea che nulla è automatico; l'intuizione nasce fuori dallo studio e il processo creativo è continuo, senza inizi o fini chiari. Entrambi gli artisti ridimensionano il ruolo della pianificazione, anche se Vascellari chiarisce che i suoi progetti su larga scala, come quelli al Palais de Tokyo di Parigi e al MAXXI di Roma, richiedono fino a un anno di gestazione. Concordano sul fatto che l'artista agisce come catalizzatore, ma rifiutano l'idea che il caso sia un fattore chiave. Griffa paragona l'unità artistica alla disciplina Zen, citando Mondrian come esempio di razionalità e lirismo. La conversazione è stata condotta da Vincenzo Merola.
Fatti principali
- Giorgio Griffa e Nico Vascellari hanno partecipato a un'intervista per la serie Versus di Artribune.
- L'intervista esplora il rapporto tra istinto e intelletto nella creazione artistica.
- Griffa descrive il suo processo pittorico come lento e meditativo, mirando a dimenticare se stesso.
- Vascellari afferma che nulla è automatico nel suo processo creativo.
- I progetti di Vascellari al Palais de Tokyo e al MAXXI hanno richiesto fino a un anno di preparazione.
- Entrambi gli artisti concordano che l'artista è un catalizzatore, ma rifiutano il caso come fattore chiave.
- Griffa fa riferimento alla disciplina Zen e a Mondrian come esempio di unità.
- L'intervista è stata condotta da Vincenzo Merola.
Entità
Artisti
- Giorgio Griffa
- Nico Vascellari
- Piet Mondrian
Istituzioni
- Palais de Tokyo
- MAXXI
- Artribune
Luoghi
- Paris
- Rome
- Campobasso