Il 'Delirio e Resistenza' di Gregory Sholette esamina il potenziale duraturo dell'arte attivista
Carlos Garrido Castellano recensisce il libro di Gregory Sholette 'Delirium and Resistance: Activist Art and the Crisis of Capitalism', pubblicato da Pluto Press nel 2017. Il libro raccoglie saggi di quattro decenni di coinvolgimento di Sholette nell'arte attivista, sostenendo che le pratiche radicali mantengono un'essenza sgradevole resistente all'assimilazione istituzionale. È strutturato in tre parti: 'Mondo dell'arte', 'Città senza anime' e 'Resistenza'. La prima parte include testi su PAD/D, REPOhistory, Occupy Museums e il concetto di 'arte nuda' (mutuato da Giorgio Agamben). La seconda parte affronta la gentrificazione, con saggi sulla 'classe creativa', Occupy Wall Street e artisti socialmente impegnati come Theaster Gates, Assemble Collective e Conflict Kitchen. La terza parte esplora la materia oscura e include un testo sulla rivolta di Maidan a Kiev. Il saggio finale, 'Delirio e Resistenza dopo la svolta sociale', critica la mostra del 2004 di Nato Thompson 'The Interventionist' al MASS MoCA. Il libro di Sholette evita la nostalgia, offrendo una lente critica sull'attivismo passato, rimanendo ottimista riguardo all'agenzia trasformativa dell'arte. La recensione nota questioni aperte sull'applicabilità globale e la solidarietà transnazionale.
Fatti principali
- Libro 'Delirium and Resistance: Activist Art and the Crisis of Capitalism' di Gregory Sholette, curato da Kim Charnley, pubblicato da Pluto Press nel 2017.
- Recensione scritta da Carlos Garrido Castellano, pubblicata su Afteral il 21 febbraio 2018.
- Sholette è stato fondatore dei collettivi artistici Political Art Documentation/Distribution (PAD/D) e REPOhistory.
- L'archivio di PAD/D è incluso nella collezione del Museum of Modern Art.
- Viene discussa l'installazione pubblica di REPOhistory 'Civil Disturbances: Battles for Justice in New York City' (1998).
- Vengono analizzati gli interventi del 2012 di Occupy Museums contro le istituzioni artistiche newyorkesi.
- Il concetto di 'arte nuda' di Sholette è definito, mutuato dalla nuda vita di Giorgio Agamben.
- Theaster Gates, Assemble Collective e Conflict Kitchen sono esaminati nel contesto della gentrificazione.
- Viene criticata la mostra del 2004 di Nato Thompson 'The Interventionist' al Massachusetts Museum of Contemporary Art (MASS MoCA).
- Lucy Lippard ha scritto la prefazione del libro.
- Il libro include un testo sulla rivolta di Maidan a Kiev, che fa riferimento a 'Imaginary Archive: Kiev' di Sholette.
- I libri precedenti di Sholette includono 'Collectivism after Modernism' (co-curato con Blake Stimson, 2007) e 'Dark Matter: Art and Politics in the Age of Enterprise Culture' (2010).
Entità
Artisti
- Gregory Sholette
- Carlos Garrido Castellano
- Giorgio Agamben
- Theaster Gates
- Lucy Lippard
- Blake Stimson
- Nato Thompson
- Dan Peterman
- Marc James Léger
- Yates McKee
- Dipesh Chakrabarty
Istituzioni
- Afterall
- Pluto Press
- Museum of Modern Art (MoMA)
- Political Art Documentation/Distribution (PAD/D)
- REPOhistory
- Occupy Museums
- Global Ultra Luxury Faction
- Liberate Tate
- ACT UP
- Madame Binh Graphics Collective
- Occupy Wall Street
- Massachusetts Museum of Contemporary Art (MASS MoCA)
- Assemble Collective
- Conflict Kitchen
Luoghi
- New York City
- Kiev
- Ukraine
- London
Fonti
- Afterall —