Il pensiero decoloniale di Grada Kilomba esplorato in un'intervista sui progetti per la Biennale di San Paolo
In una conversazione Skype pubblicata da Arte Brasileiros, l'artista e scrittrice Grada Kilomba discute due progetti per la Biennale di San Paolo, inquadrando il suo lavoro come una pratica transdisciplinare centrale nella decolonizzazione del sapere. Kilomba, il cui nome d'arte incorpora nomi familiari ancestrali come Quilomba, descrive 'O Projeto Desejo' (Il Progetto Desiderio), un'installazione video che esplora narrazioni silenziate attraverso testo, ritmo e voce senza immagini. Una seconda opera, 'Ilusões' (Illusioni), è una lecture-performance che attinge alla tradizione orale africana e alla mitologia greca per criticare il narcisismo coloniale e patriarcale. L'intervista, condotta da Suely Rolnik, approfondisce la storia personale di Kilomba, inclusa la cancellazione coloniale dei nomi africani all'interno della sua famiglia a São Tomé e Príncipe e in Angola, e la sua incapacità di riappropriarsene ufficialmente a causa delle strutture legali portoghesi. Kilomba spiega come il suo lavoro utilizzi suono, silenzio e narrazione per affrontare la dialettica del parlare e dell'essere ascoltati, collegando la violenza coloniale alle realtà politiche contemporanee. La conversazione posiziona il suo processo artistico come una traiettoria spirituale e riflessiva mirata a dare voce a storie frammentate.
Fatti principali
- Grada Kilomba sta preparando due progetti per la Biennale di San Paolo: 'O Projeto Desejo' e 'Ilusões'.
- 'O Projeto Desejo' è un'installazione video con tre film che condividono la stessa colonna sonora ritmica, utilizzando solo testo come immagine.
- 'Ilusões' è una lecture-performance che utilizza la tradizione orale africana e miti greci come Narciso ed Edipo per analizzare la tragedia coloniale.
- Il lavoro di Kilomba si concentra sulla decolonizzazione del sapere e sul dare voce a narrazioni silenziate.
- I nomi africani della sua famiglia, come Quilomba, furono cancellati durante le politiche di assimilazione coloniale portoghese.
- Non può reclamare legalmente i suoi nomi ancestrali in Portogallo, utilizzandoli solo come nomi d'arte.
- L'intervista è stata condotta via Skype da Suely Rolnik e pubblicata da Arte Brasileiros.
- La pratica di Kilomba è descritta come transdisciplinare, muovendosi liberamente tra formati in base alla passione tematica.
Entità
Artisti
- Grada Kilomba
- Suely Rolnik
Istituzioni
- São Paulo Biennial
- Arte Brasileiros
- PUC-SP
Luoghi
- São Paulo
- Brazil
- Portugal
- Angola
- São Tomé and Príncipe
- Luanda
- Coimbra