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L'articolo del 1976 di Goffredo Parise sui graffiti come pietra miliare nella copertura mediatica italiana della writing culture

publication · 2026-05-05

L'articolo di Goffredo Parise del 1976 'E nacque la religione dei graffiti' è riconosciuto come il primo documento mediatico italiano sulla scrittura graffiti con profondità critica, paragonabile al pezzo del New York Times del 1971 su Taki 183. Parise, importante scrittore e reporter italiano, era affascinato dai graffiti newyorkesi, che definì 'la prima cultura nazionale-popolare americana'. Vedova i graffiti come un'ideologia rivoluzionaria che sostituisce i segni urbani codificati con 'un linguaggio libero, indecifrabile, privo di significato economico'. L'articolo contrasta con la copertura mediatica italiana contemporanea, che nel 2016 associava la scrittura prevalentemente alla criminalità: su circa quaranta articoli del Corriere della Sera sull'argomento, solo quattro non erano negativi. Il pezzo di Parise cita anche una pubblicità Volvo del 1973 come esempio di resistenza alla cooptazione, sostenendo che il muro coperto di graffiti è 'infinitamente più civile della macchina luccicante'. L'articolo nota che Jean Baudrillard giunse a conclusioni simili nel suo saggio del 1974 'Kool Killer', poi incluso in 'L'Échange symbolique et la mort' (1976) e ripreso nel libro di Marcello Faletra del 2015 'Graffiti. Poetiche della rivolta'. Parise in seguito lamentò la perdita della 'verginità popolare' dei graffiti quando gli scrittori esposero alla 41ª Biennale di Venezia nel 1984, chiedendo una 'museificazione' delle opere prime. L'articolo di Egidio Emiliano Bianco sostiene che il testo di Parise rimane una 'piccola ma solida fortezza intellettuale' contro le incomprensioni mediatiche.

Fatti principali

  • L'articolo di Goffredo Parise 'E nacque la religione dei graffiti' fu pubblicato il 7 aprile 1976 sul Corriere della Sera.
  • Fu l'ultimo di otto reportage da New York di Parise.
  • Parise definì i graffiti 'la prima cultura nazionale-popolare americana'.
  • Nel 2016, il Corriere della Sera pubblicò circa quaranta articoli sui graffiti, solo quattro senza connotazione negativa.
  • Il primo riferimento italiano alla writing culture risale al 5 aprile 1972, di Giuliano Zincone.
  • Il saggio del 1974 di Jean Baudrillard 'Kool Killer' sosteneva che i graffiti sono 'significanti vuoti' che disturbano i 'segni pieni' della città.
  • Parise citò una pubblicità Volvo del 1973 come esempio di resistenza alla cooptazione.
  • Parise lamentò la perdita della 'verginità popolare' dei graffiti alla 41ª Biennale di Venezia nel 1984.

Entità

Artisti

  • Goffredo Parise
  • Blu
  • Taki 183
  • Giuliano Zincone
  • Jean Baudrillard
  • Marcello Faletra
  • Egidio Emiliano Bianco
  • Clay Butler

Istituzioni

  • Corriere della Sera
  • New York Times
  • Università Cattolica di Milano
  • Biennale di Venezia
  • Artribune

Luoghi

  • New York
  • Italy
  • Bergamo
  • Bologna
  • Venice
  • Milan

Fonti