Ritiro globale dai titoli di Stato USA si intensifica mentre i rendimenti toccano i massimi del 2007
Con l'inflazione che spinge i rendimenti ai livelli più alti dal 2007, si è registrato un calo degli investimenti esteri nei titoli di Stato USA. La Cina è tra i paesi che si ritirano, e il Giappone, che detiene la quota maggiore, ha ridotto i suoi investimenti di 47,7 miliardi di dollari a marzo, portandoli a un totale di 1.192 miliardi di dollari. D'altro canto, la Gran Bretagna ha aumentato la sua partecipazione a 926,9 miliardi di dollari, con lievi incrementi anche nelle Isole Cayman e in Irlanda. Gli analisti osservano attentamente l'inflazione, la liquidità del dollaro e la mancanza di alternative. Ding Shuang, capo economista per la Grande Cina e il Nord Asia di Standard Chartered, sottolinea le crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità del debito USA e i rischi geopolitici, consigliando cautela riguardo alle speranze di una rapida ripresa.
Fatti principali
- Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi dal 2007
- Il Giappone ha ridotto le proprie partecipazioni di 47,7 miliardi di dollari a marzo, portandole a 1.192 miliardi di dollari
- La Gran Bretagna ha aumentato le partecipazioni a 926,9 miliardi di dollari da 897,3 miliardi di dollari
- Isole Cayman e Irlanda hanno registrato lievi aumenti
- La Cina è tra le nazioni che riducono l'esposizione
- Ding Shuang cita preoccupazioni sulla sostenibilità del debito USA e rischi geopolitici
- Nessuna destinazione alternativa ovvia per i flussi di capitale globali
- Rendimento a 30 anni al livello più alto dal 2007
Entità
Istituzioni
- Standard Chartered
Luoghi
- China
- Japan
- Britain
- Cayman Islands
- Ireland
- United States