Giuseppe Di Giacomo su arte, memoria e futuro
Giuseppe Di Giacomo, filosofo nato ad Avola nel 1945, riflette su come la memoria influenzi il nostro futuro e sull'importanza del sacro nella società moderna. Con circa un centinaio di opere incentrate su estetica e letteratura, il suo entusiasmo per l'arte iniziò durante il liceo quando lesse Dostoevskij e Flaubert. La sua importante pubblicazione giovanile, 'Estetica e letteratura. Il grande romanzo tra Ottocento e Novecento' (anni '90), approfondisce temi comuni nella letteratura. Trasferitosi a Roma all'età di tre anni, Di Giacomo sottolinea che la memoria è fondamentale per il futuro, ispirato dagli scritti di Proust. Incoraggia i giovani ad abbracciare la cultura come essenziale per l'esistenza, evidenziando tre principi fondamentali: libertà individuale, rilevanza nazionale e interconnessione globale.
Fatti principali
- Giuseppe Di Giacomo è un filosofo e saggista nato ad Avola, in Sicilia, nel 1945.
- Si è trasferito a Roma all'età di tre anni e ha studiato all'università lì.
- Il suo primo libro importante, 'Estetica e letteratura. Il grande romanzo tra Ottocento e Novecento', è stato scritto negli anni '90.
- Ha letto 'Alla ricerca del tempo perduto' di Proust tre volte.
- Contrappone la religiosità trascendente di Matisse al senso immanente del sacro di Picasso.
- Crede che il futuro debba essere ancorato alla memoria e al passato.
- Identifica la libertà individuale, la nazione/stato e l'interconnessione globale come tendenze future chiave.
- L'intervista fa parte della serie 'Futuro Antico' su Spazio Taverna.
Entità
Artisti
- Giuseppe Di Giacomo
- Fyodor Dostoevsky
- Gustave Flaubert
- Francesco De Sanctis
- Benedetto Croce
- Marcel Proust
- Pablo Picasso
- Henri Matisse
- Ludwig Wittgenstein
- Theodor Adorno
- Friedrich Nietzsche
Istituzioni
- Spazio Taverna
- Artribune
Luoghi
- Avola
- Sicily
- Italy
- Rome
- Ostia Lido