Il lato 'americano' di Giulio Turcato svelato alla Fondazione Giuliani
La Fondazione Giuliani di Roma presenta una retrospettiva di Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995), curata da Martina Caruso, che sfida la visione convenzionale dell'artista come lirico e introverso. La mostra mette in luce la pittura all-over di Turcato, le opere su larga scala e una svolta verso un paradigma anti-compositivo, posizionandolo come più 'americano' nella sua espansività e collegato alle tendenze artistiche d'oltremare più avanzate. La mostra è strutturata come un crescendo da pezzi orfici e bidimensionali a opere ruvide e materiche, enfatizzando il colore come forza trainante. Tra i pezzi di spicco ci sono la serie 'Cangianti', dove dipinti gialli evocano Mark Rothko, e tele blu dagli angoli arrotondati con un'eleganza vellutata e aliena. Caruso ha notato che New York ricordava a Turcato Venezia, un'intuizione sottile sul suo lavoro. La retrospettiva presenta Turcato come più contemporaneo che modernista, suggerendo che potrebbe essere la risposta italiana a Rothko.
Fatti principali
- Retrospettiva di Giulio Turcato alla Fondazione Giuliani, Roma
- Curata da Martina Caruso
- La mostra sfida la visione di Turcato come lirico e introverso
- Evidenzia la pittura all-over e le opere su larga scala
- Mostra il legame di Turcato con le tendenze artistiche americane
- Strutturata come un crescendo da opere orfiche a opere materiche
- Il colore è l'elemento centrale, specialmente nella serie 'Cangianti'
- Dipinti gialli paragonati a Mark Rothko
- Tele blu dagli angoli arrotondati descritte come vellutate e aliene
- Caruso: New York ricordava a Turcato Venezia
Entità
Artisti
- Giulio Turcato
- Mary Obering
- Mark Rothko
- Pericle Guaglianone
Istituzioni
- Fondazione Giuliani
- Artribune
- Biennale di Venezia
Luoghi
- Rome
- Italy
- Mantua
- New York
- Venice