Giulia Colletti sulla curatela come pratica relazionale e occupazionale
La curatrice Giulia Colletti descrive la sua pratica come relazionale e 'occupazionale', sfidando gli spazi espositivi utilizzando siti dismessi o adattati. A Glasgow ha curato in una cabina telefonica, un'ex banca del lino, un impianto sportivo e una lavanderia a gettoni. Durante una residenza a Città del Messico, ha proiettato il film di Ross Little sul lavoro globalizzato in un'ex cella frigorifera del mercato La Merced e ha distribuito illegalmente copie del suo lavoro a Tepito. Ha avviato il progetto autonomo FALTE, che ha generato conversazioni, mostre e talk performativi. Colletti ha contribuito alla prima edizione di OFF-Biennale Budapest e ha lavorato con Francis McKee al CCA Glasgow, adottando strategie open-source. Ha organizzato il workshop 'Conjunctive Tissue' (2017) con l'artista Marco Giordano, che ha tessuto la sua opera basandosi sugli input dei visitatori e sulla collaborazione con la performer Sue Tompkins. Ha curato 'One Missing Sock After Doing Laundry' con gli artisti Elisabetta Benassi, Gabriele De Santis, Tessa Lynch, Jonathan Monk e Scott Myles, rifiutando la sindrome del white cube. Colletti fa riferimento all' 'ottimismo crudele' di Lauren Berlant riguardo alle promesse non mantenute di sicurezza lavorativa e uguaglianza, vedendo la curatela come un modo per affrontare l'attuale impasse senza pretendere di essere una panacea.
Fatti principali
- Giulia Colletti definisce la curatela come una pratica relazionale e 'occupazionale'.
- Ha curato in siti dismessi o adattati a Glasgow: una cabina telefonica, un'ex banca del lino, un impianto sportivo e una lavanderia a gettoni.
- Durante una residenza a Città del Messico, ha proiettato il film di Ross Little in un'ex cella frigorifera del mercato La Merced.
- Ha distribuito illegalmente copie dell'opera di Ross Little a Tepito, Città del Messico.
- Ha avviato il progetto autonomo FALTE.
- Ha contribuito alla prima edizione di OFF-Biennale Budapest.
- Ha lavorato con Francis McKee al CCA Glasgow, adottando strategie open-source.
- Ha organizzato 'Conjunctive Tissue' (2017) con l'artista Marco Giordano e la performer Sue Tompkins.
- Ha curato 'One Missing Sock After Doing Laundry' con gli artisti Elisabetta Benassi, Gabriele De Santis, Tessa Lynch, Jonathan Monk e Scott Myles.
- Fa riferimento al concetto di 'ottimismo crudele' di Lauren Berlant.
Entità
Artisti
- Giulia Colletti
- Ross Little
- Marco Giordano
- Sue Tompkins
- Elisabetta Benassi
- Gabriele De Santis
- Tessa Lynch
- Jonathan Monk
- Scott Myles
- Francis McKee
- Néstor García Canclini
- Oswald de Andrade
- Julia Bryan-Wilson
- Lauren Berlant
Istituzioni
- OFF-Biennale Budapest
- CCA Glasgow
- Artribune Magazine
- FALTE
Luoghi
- Glasgow
- United Kingdom
- Mexico City
- Mexico
- La Merced market
- Tepito
- Budapest
- Hungary