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Giulia Colletti sulla curatela come pratica relazionale e occupazionale

artist · 2026-05-04

La curatrice Giulia Colletti descrive la sua pratica come relazionale e 'occupazionale', sfidando gli spazi espositivi utilizzando siti dismessi o adattati. A Glasgow ha curato in una cabina telefonica, un'ex banca del lino, un impianto sportivo e una lavanderia a gettoni. Durante una residenza a Città del Messico, ha proiettato il film di Ross Little sul lavoro globalizzato in un'ex cella frigorifera del mercato La Merced e ha distribuito illegalmente copie del suo lavoro a Tepito. Ha avviato il progetto autonomo FALTE, che ha generato conversazioni, mostre e talk performativi. Colletti ha contribuito alla prima edizione di OFF-Biennale Budapest e ha lavorato con Francis McKee al CCA Glasgow, adottando strategie open-source. Ha organizzato il workshop 'Conjunctive Tissue' (2017) con l'artista Marco Giordano, che ha tessuto la sua opera basandosi sugli input dei visitatori e sulla collaborazione con la performer Sue Tompkins. Ha curato 'One Missing Sock After Doing Laundry' con gli artisti Elisabetta Benassi, Gabriele De Santis, Tessa Lynch, Jonathan Monk e Scott Myles, rifiutando la sindrome del white cube. Colletti fa riferimento all' 'ottimismo crudele' di Lauren Berlant riguardo alle promesse non mantenute di sicurezza lavorativa e uguaglianza, vedendo la curatela come un modo per affrontare l'attuale impasse senza pretendere di essere una panacea.

Fatti principali

  • Giulia Colletti definisce la curatela come una pratica relazionale e 'occupazionale'.
  • Ha curato in siti dismessi o adattati a Glasgow: una cabina telefonica, un'ex banca del lino, un impianto sportivo e una lavanderia a gettoni.
  • Durante una residenza a Città del Messico, ha proiettato il film di Ross Little in un'ex cella frigorifera del mercato La Merced.
  • Ha distribuito illegalmente copie dell'opera di Ross Little a Tepito, Città del Messico.
  • Ha avviato il progetto autonomo FALTE.
  • Ha contribuito alla prima edizione di OFF-Biennale Budapest.
  • Ha lavorato con Francis McKee al CCA Glasgow, adottando strategie open-source.
  • Ha organizzato 'Conjunctive Tissue' (2017) con l'artista Marco Giordano e la performer Sue Tompkins.
  • Ha curato 'One Missing Sock After Doing Laundry' con gli artisti Elisabetta Benassi, Gabriele De Santis, Tessa Lynch, Jonathan Monk e Scott Myles.
  • Fa riferimento al concetto di 'ottimismo crudele' di Lauren Berlant.

Entità

Artisti

  • Giulia Colletti
  • Ross Little
  • Marco Giordano
  • Sue Tompkins
  • Elisabetta Benassi
  • Gabriele De Santis
  • Tessa Lynch
  • Jonathan Monk
  • Scott Myles
  • Francis McKee
  • Néstor García Canclini
  • Oswald de Andrade
  • Julia Bryan-Wilson
  • Lauren Berlant

Istituzioni

  • OFF-Biennale Budapest
  • CCA Glasgow
  • Artribune Magazine
  • FALTE

Luoghi

  • Glasgow
  • United Kingdom
  • Mexico City
  • Mexico
  • La Merced market
  • Tepito
  • Budapest
  • Hungary

Fonti