ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La mostra di Giulia Cenci a Pistoia esplora la quiete pre-catastrofe

exhibition · 2026-04-27

La mostra di Giulia Cenci allo SpazioA di Pistoia segna un'evoluzione stilistica nella gestione dello spazio espositivo, ora trattato come una macchina scenica unificata piuttosto che come un campo per interventi scultorei minimali o polimaterici. L'installazione è ispirata alla poesia del 1941 di T.S. Eliot 'The Dry Salvages', scritta a Londra sotto la tensione dei raid tedeschi. Cenci si concentra sulla tensione immanente di una quiete prima della catastrofe, un momento mobile e sincronico che permette l'interazione e l'ingresso dello spettatore nell'installazione. L'opera proietta la durata e l'estensione del tempo-immagine deleuziano 'Equal minds', riecheggiando l'archeologia del presente dei suoi primi lavori. Mentre la modularità sequenziale è nuova nella sua pratica, la sua riflessione sul tempo come materiale, fluido e mai pienamente presente rimane costante. Cenci traduce fonti letterarie – da Eliot a James Joyce, Lewis Carroll e Jack London – in un linguaggio artistico riproducibile. I 'mostri' generati dall'immaginazione dello spettatore risultano da una temporalità nostalgica e ambigua, evocando simultaneamente visioni di un passato antico o spettri di un futuro remoto.

Fatti principali

  • Mostra allo SpazioA di Pistoia
  • Ispirata alla poesia del 1941 di T.S. Eliot 'The Dry Salvages'
  • Focus sulla quiete pre-catastrofe
  • Gli spettatori possono interagire ed entrare nell'installazione
  • Riferimenti al concetto di tempo-immagine di Deleuze
  • La pratica di Cenci implica la traduzione di fonti letterarie
  • Fonti includono Eliot, Joyce, Carroll e London
  • La mostra esplora una temporalità ambigua

Entità

Artisti

  • Giulia Cenci

Istituzioni

  • SpazioA

Luoghi

  • Pistoia
  • Italy

Fonti