La Borsa XXX di Giulia Achenza: Un Calendario Erotico Digitale
Giulia Achenza ha pubblicato un nuovo video intitolato 'XXX Bag', concepito come un calendario erotico digitale. Il film intreccia una narrazione poetica e visionaria in cui i personaggi si alternano nel costruire storie d'amore mese dopo mese. La sua narrazione fonde linguaggi disparati, dal fotoromanzo agli spot televisivi, ai video musicali e al cinema di autori come Godard e Chris Marker. L'opera si concentra sui segreti e desideri multiformi dell'universo femminile, simboleggiati da borse ambigue e mostruose che ricordano i dispositivi fantascientifici di Cronenberg e le creature zoomorfe di AES+F. Queste borse funzionano come status symbol che trascendono il mero oggetto per diventare entità viventi e pulsanti—estensioni erotiche di chi le indossa, portali verso un'intimità libera da orientamenti e pregiudizi predeterminati. Il video è stato prodotto da GiGi creative production e Basement quarter, e presenta sperimentazioni digitali degli artisti Federica Intelisano, Diletta Guidolin, Andrea Colacicco e Mattia Sincinelli, che hanno impiegato tecniche come datamoshing, fotogrammetria e animazione 3D per dare vita alle XXX Bags.
Fatti principali
- Giulia Achenza ha scritto e diretto il video 'XXX Bag'.
- L'opera è concepita come un calendario erotico digitale.
- La narrazione è strutturata mese per mese.
- Il video fonde fotoromanzi, spot televisivi, video musicali e riferimenti a Godard e Chris Marker.
- Le XXX Bags sono accessori ambigui e mostruosi che diventano entità viventi.
- Le borse sono paragonate ai dispositivi di Cronenberg e alle creature di AES+F.
- Prodotto da GiGi creative production e Basement quarter.
- Gli artisti digitali Federica Intelisano, Diletta Guidolin, Andrea Colacicco e Mattia Sincinelli hanno contribuito al video.
Entità
Artisti
- Giulia Achenza
- Federica Intelisano
- Diletta Guidolin
- Andrea Colacicco
- Mattia Sincinelli
- Zygmunt Bauman
- Jean-Luc Godard
- Chris Marker
- David Cronenberg
- AES+F
Istituzioni
- GiGi creative production
- Basement quarter
- Artribune