La terza personale di Giovanni Kronenberg da Renata Fabbri esplora linguaggi cifrati
La terza mostra personale di Giovanni Kronenberg alla Galleria Renata Fabbri di Milano presenta un doppio registro: manufatti grezzi, simili a oggetti, sul pavimento e vibranti disegni a pastello levigati sulle pareti. I disegni raffigurano forme mutevoli e proteiformi con cromaticità uranica o radioattiva, suggerendo potenzialità incomplete e identità cangianti. Una lastra di pietra strappata da un vecchio bancone delle poste, avvolta in un cavo d'acciaio, giace all'ingresso, interrogandosi sul suo passaggio e sulla sua memoria. Nella seconda sala, un contenitore cilindrico in pietra contiene una rudimentale lama di ferro che si insinua nelle fessure, enfatizzando la vulnerabilità e la transitorietà della materia. La 'grammatica combinatoria' di Kronenberg produce continue torsioni, occlusioni, sostituzioni e sovrapposizioni, creando linguaggi indecifrabili e significati elusivi.
Fatti principali
- Giovanni Kronenberg è nato a Milano nel 1974.
- La mostra è la sua terza personale alla Galleria Renata Fabbri.
- La mostra presenta disegni a pastello sulle pareti e manufatti in pietra sul pavimento.
- Un manufatto è una lastra di pietra da un vecchio bancone delle poste avvolta in un cavo d'acciaio.
- Un altro manufatto è un contenitore cilindrico in pietra con una lama di ferro all'interno.
- I disegni mostrano forme proteiformi con cromaticità uranica o radioattiva.
- Il lavoro di Kronenberg impiega una 'grammatica combinatoria' di torsioni, occlusioni, sostituzioni e sovrapposizioni.
- La mostra è recensita da Alberto Mugnaini su Artribune.
Entità
Artisti
- Giovanni Kronenberg
- Alberto Mugnaini
Istituzioni
- Galleria Renata Fabbri
- Artribune
Luoghi
- Milan
- Italy