Il 'Finis Terrae' di Gilles A. Tiberghien esplora la cartografia immaginaria
Il filosofo Gilles A. Tiberghien indaga la rappresentazione dello spazio nel suo libro 'Finis Terrae', proseguendo il suo precedente lavoro sulla land art e il paesaggio. Sostiene che l'immaginazione gioca un ruolo cruciale nella cartografia, sfidando la nozione di fedeltà alla realtà. Il libro esamina le mappe come oggetti tecnici con molteplici significati, legati a pratiche in evoluzione. Tiberghien evidenzia due esempi chiave: la mappa di Utopia di Thomas More (1516) e la mappa dell'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (1883). Queste opere esemplificano la cartografia immaginaria, che include anche cartografi medievali, esploratori rinascimentali e artisti contemporanei come Robert Smithson, Richard Long e Dennis Oppenheim. Lo studio fonde aneddoti scientifici, invenzioni tecniche, curiosità letterarie e fantasie artistiche.
Fatti principali
- 1. Gilles A. Tiberghien è l'autore di 'Finis Terrae'.
- 2. Il libro esplora la rappresentazione dello spazio e la cartografia.
- 3. Tiberghien ha precedentemente scritto 'Land Art' (1993) e 'Nature, art, paysage' (2001).
- 4. Il libro sostiene il primato dell'immaginazione nella creazione di mappe.
- 5. La mappa di Utopia di Thomas More (1516) è un esempio chiave.
- 6. La mappa dell'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (1883) è un altro esempio chiave.
- 7. Gli artisti citati includono Robert Smithson, Richard Long e Dennis Oppenheim.
- 8. L'opera copre le tradizioni cartografiche medievale, rinascimentale e contemporanea.
Entità
Artisti
- Gilles A. Tiberghien
- Thomas More
- Robert Louis Stevenson
- Robert Smithson
- Richard Long
- Dennis Oppenheim
Fonti
- artpress —