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Il 'Finis Terrae' di Gilles A. Tiberghien esplora la cartografia immaginaria

publication · 2026-04-23

Il filosofo Gilles A. Tiberghien indaga la rappresentazione dello spazio nel suo libro 'Finis Terrae', proseguendo il suo precedente lavoro sulla land art e il paesaggio. Sostiene che l'immaginazione gioca un ruolo cruciale nella cartografia, sfidando la nozione di fedeltà alla realtà. Il libro esamina le mappe come oggetti tecnici con molteplici significati, legati a pratiche in evoluzione. Tiberghien evidenzia due esempi chiave: la mappa di Utopia di Thomas More (1516) e la mappa dell'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (1883). Queste opere esemplificano la cartografia immaginaria, che include anche cartografi medievali, esploratori rinascimentali e artisti contemporanei come Robert Smithson, Richard Long e Dennis Oppenheim. Lo studio fonde aneddoti scientifici, invenzioni tecniche, curiosità letterarie e fantasie artistiche.

Fatti principali

  • 1. Gilles A. Tiberghien è l'autore di 'Finis Terrae'.
  • 2. Il libro esplora la rappresentazione dello spazio e la cartografia.
  • 3. Tiberghien ha precedentemente scritto 'Land Art' (1993) e 'Nature, art, paysage' (2001).
  • 4. Il libro sostiene il primato dell'immaginazione nella creazione di mappe.
  • 5. La mappa di Utopia di Thomas More (1516) è un esempio chiave.
  • 6. La mappa dell'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (1883) è un altro esempio chiave.
  • 7. Gli artisti citati includono Robert Smithson, Richard Long e Dennis Oppenheim.
  • 8. L'opera copre le tradizioni cartografiche medievale, rinascimentale e contemporanea.

Entità

Artisti

  • Gilles A. Tiberghien
  • Thomas More
  • Robert Louis Stevenson
  • Robert Smithson
  • Richard Long
  • Dennis Oppenheim

Fonti