Gilles A. Tiberghien, 'Aimer. Une histoire sans fin' pubblicato da Flammarion
Il saggio di Gilles A. Tiberghien 'Aimer. Une histoire sans fin' (Flammarion) ridefinisce l'amore non come sentimento ma come una storia infinita costruita attraverso la corrispondenza. Il libro adotta la forma del romanzo epistolare settecentesco, da 'Giulia o la Nuova Eloisa' di Rousseau a 'Le relazioni pericolose' di Laclos, per esplorare l'amore come narrazione proliferante strutturata dalle stagioni: inverno (latenza), primavera (rinnovamento), estate (gioiosa scoperta) e autunno (disaffezione, gelosia). Tiberghien sostiene che le storie d'amore sono infinite perché appartengono al giudizio estetico—una sensibilità verso l'altro senza finalità—ma l'erotismo e la coppia impongono un limite etico. La corrispondenza è sia la forma letteraria che la definizione dell'amore: una sorprendente scoperta di accordo, una corrispondenza fisica, spirituale e culturale. Riferimenti a Stendhal, Breton, Barthes, Platone, Kierkegaard, Sartre e Derrida arricchiscono lo scambio senza appesantirlo. Il saggio rifiuta di ridurre l'amore al determinismo psichico, portando naturalmente a riflessioni filosofiche ancorate all'esistenza. Recensione di Claire Margat.
Fatti principali
- Gilles A. Tiberghien è l'autore di 'Aimer. Une histoire sans fin'.
- Pubblicato da Flammarion.
- Il saggio definisce l'amore come costruzione di una storia infinita, non come sentimento.
- Utilizza la forma del romanzo epistolare del Settecento.
- Riferimenti a 'Giulia o la Nuova Eloisa' di Rousseau e 'Le relazioni pericolose' di Laclos.
- L'amore è strutturato per stagioni: inverno, primavera, estate, autunno.
- La corrispondenza è sia la forma che la definizione dell'amore.
- Riferimenti filosofici a Platone, Kierkegaard, Sartre e Derrida.
Entità
Artisti
- Gilles A. Tiberghien
- Claire Margat
- Stendhal
- André Breton
- Roland Barthes
- Plato
- Søren Kierkegaard
- Jean-Paul Sartre
- Jacques Derrida
Istituzioni
- Flammarion
Fonti
- artpress —