Il Grande Cretto di Gibellina: Land Art e Solitudine in Sicilia
L'articolo riflette sul Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina, in Sicilia, durante la quarantena per il COVID-19. L'opera di land art, una delle più grandi opere site-specific al mondo, è stata completata in fasi (1984-89 parziale, 2015 totale) utilizzando cemento e macerie antiche per commemorare la città distrutta dal terremoto del Belice del 1968. La quarantena ha svuotato sia la vecchia Gibellina (ora il Cretto) che la nuova città, evidenziando l'assenza. L'autore, Luca Cantore D'Amore, collega l'esperienza al concetto di 'Jetztzeit' (tempo-ora) di Walter Benjamin e cita Jean-Luc Godard sulla memoria. L'opera è descritta come un raro cortocircuito emotivo, che fonde desolazione e memoria. L'articolo fa parte della serie 'Italia fantasma' sui luoghi abbandonati, pubblicata su Artribune.
Fatti principali
- Il Grande Cretto è un'opera di land art di Alberto Burri a Gibellina, in Sicilia.
- È stato creato in fasi: 1984-89 (parziale) e 2015 (totale).
- L'opera utilizza cemento e macerie antiche della città distrutta.
- Gibellina fu distrutta dal terremoto del Belice del 1968.
- La quarantena ha svuotato sia la vecchia che la nuova Gibellina.
- L'articolo fa riferimento al concetto di 'Jetztzeit' di Walter Benjamin.
- L'autore è Luca Cantore D'Amore.
- L'articolo fa parte della serie 'Italia fantasma' su Artribune.
Entità
Artisti
- Alberto Burri
- Luca Cantore D'Amore
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Gibellina
- Sicily
- Trapani
- Italy