Il 'Sia arte che design' di Gianluca Sgalippa ridefinisce arte, design e artigianato
Il libro di Gianluca Sgalippa 'Sia arte che design. Note per il “fatto a mano” contemporaneo' (Maggioli Editore) sostiene che il design contemporaneo non può più essere compreso solo attraverso il design industriale. Invece, esplora i confini fluidi tra arte, design e artigianato in un'era di contaminazione disciplinare. Sgalippa, architetto e professore all'Accademia di Belle Arti di Brera, rifiuta le categorie rigide, concentrandosi sull'artigianato come spazio in evoluzione aperto alle tecnologie digitali. Il volume include una prefazione di Damiano Gullì e una postfazione di Jacqueline Ceresoli, che sottolinea l'approccio metodologico della lettura trasversale. I temi chiave includono la centralità del 'saper fare' in un'epoca di automazione e IA, e l'ambiente domestico contemporaneo come luogo privilegiato in cui arte e design si fondono in artefatti narrativi e poetici. Il libro pone domande critiche sul ruolo del fatto a mano, i confini tra progetto e opera d'arte, e la rilevanza dei confini disciplinari nella creazione contemporanea.
Fatti principali
- Gianluca Sgalippa è un architetto e professore all'Accademia di Belle Arti di Brera.
- Il libro è pubblicato da Maggioli Editore.
- Il sottotitolo è 'Note per il fatto a mano contemporaneo'.
- Damiano Gullì ha scritto la prefazione.
- Jacqueline Ceresoli ha scritto la postfazione.
- Il libro sostiene che il design contemporaneo non può essere letto solo attraverso il design industriale.
- L'artigianato è presentato come uno spazio evolutivo aperto alle tecnologie digitali.
- L'ambiente domestico è identificato come un luogo chiave per l'alleanza tra arte e design.
Entità
Artisti
- Gianluca Sgalippa
- Damiano Gullì
- Jacqueline Ceresoli
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Brera
- Maggioli Editore