'Home Sweet Home' di Gianfranco D'Alonzo Garibaldi Reimmagina l'Installazione come Architettura Instabile
Curata da Sabato Angiero, 'Home Sweet Home' di Gianfranco D'Alonzo Garibaldi alla Galleria Gallerati di Roma riattiva un dispositivo della sua mostra del 2016 'Alone' senza replicarlo. L'installazione utilizza moduli di mattoni grezzi in uno spazio di 4,80 × 3,80 metri, disposti con leggere asimmetrie per destabilizzare la percezione. Sei opere d'arte a diverse altezze e un tappeto segnano la memoria spaziale della mostra precedente. L'opera problematizza l'abitare, presentando lo spazio come continuamente negoziato piuttosto che dato. Il titolo evoca il comfort domestico mentre l'esperienza lo mina, creando dissonanza cognitiva. La galleria diventa un dispositivo critico per il disorientamento, e l'opera interroga la rappresentazione stessa, non offrendo immagini stabili ma una zona interstiziale tra percezione e pensiero. La pratica di D'Alonzo Garibaldi medita sulla temporalità non lineare, con il 2016 non come origine ma come condizione in corso, e il 2026 come riattivazione piuttosto che conclusione.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'Home Sweet Home' di Gianfranco D'Alonzo Garibaldi
- Curata da Sabato Angiero
- Tenuta alla Galleria Gallerati di Roma
- Riattiva un dispositivo della mostra del 2016 'Alone'
- L'installazione utilizza moduli di mattoni grezzi in uno spazio di 4,80 × 3,80 metri
- Sei opere d'arte a diverse altezze e un tappeto sono inclusi
- Il titolo crea tensione tra comfort domestico ed esperienza destabilizzante
- L'opera interroga la rappresentazione e la temporalità non lineare
Entità
Artisti
- Gianfranco D'Alonzo Garibaldi
- Sabato Angiero
Istituzioni
- Galleria Gallerati
Luoghi
- Rome
- Italy