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Il Padiglione Italia di Gian Maria Tosatti alla Biennale di Venezia criticato come set cinematografico

opinion-review · 2026-04-27

La recensione di Christian Caliandro su Artribune critica aspramente il Padiglione Italia di Gian Maria Tosatti alla Biennale di Venezia 2022, intitolato 'Storia della Notte e Destino delle Comete.' Caliandro sostiene che l'installazione, curata da Eugenio Viola e commissionata da Onofrio Cutaia, funzioni semplicemente come un set cinematografico piuttosto che come un'autentica esperienza artistica. Egli sottolinea che l'attenzione nostalgica sul declino industriale italiano degli anni '60-'70, utilizzando macchinari di fabbriche fallite di recente, sembra messa in scena e scollegata dalla realtà. La recensione evidenzia contraddizioni: Tosatti afferma che i macchinari sono contemporanei, ma la lente interpretativa rimane obsoleta. Caliandro nota che l'opera non riesce ad attivare lo spettatore come previsto, imponendo invece una narrazione predeterminata attraverso regole rigide (silenzio, percorsi diretti) e riferimenti a Pasolini, Rea, Zanzotto, Ortese e Saviano che non sono evidenti nello spazio. L''epifania' del secondo atto – una scena marina con luci – viene liquidata come una simulazione, non una rivelazione genuina. Caliandro mette in dubbio anche la sostenibilità della struttura a guscio oversize autoportante e dei macchinari massicci, che verranno probabilmente smaltiti dopo la Biennale, contraddicendo qualsiasi messaggio ecologico. Conclude che l'opera lascia lo spettatore passivo, riecheggiando la critica di Carla Lonzi all'arte che non riesce a emancipare il suo pubblico.

Fatti principali

  • Gian Maria Tosatti ha realizzato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2022 intitolato 'Storia della Notte e Destino delle Comete'.
  • Il padiglione è stato curato da Eugenio Viola e commissionato da Onofrio Cutaia.
  • L'installazione presenta macchinari provenienti da fabbriche fallite durante la pandemia.
  • Tosatti ha dichiarato che i visitatori hanno scambiato i macchinari per scene industriali degli anni '60-'70, riflettendo un'idea congelata del lavoro.
  • La recensione critica l'opera per essere un set cinematografico piuttosto che un'esperienza autentica.
  • Ai visitatori è richiesto di osservare il silenzio e seguire un percorso prescritto, limitando la spontaneità.
  • Il secondo atto include una scena marina con luci, che fa riferimento all'articolo del 1975 di Pasolini sulla scomparsa delle lucciole.
  • Caliandro mette in dubbio la sostenibilità dell'installazione su larga scala e lo smaltimento dei macchinari dopo la Biennale.

Entità

Artisti

  • Gian Maria Tosatti
  • Christian Caliandro
  • Carla Lonzi
  • Pier Paolo Pasolini

Istituzioni

  • Artribune
  • Biennale di Venezia
  • Corriere della Sera
  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Symbola Fondazione per le Qualità italiane

Luoghi

  • Italy
  • Venice
  • Naples
  • Roma

Fonti