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Il Padiglione Tedesco alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 immagina il 2038

architecture-design · 2026-04-27

Il Padiglione Tedesco per la 17ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, posticipata dal 2020 al 2021, presenta uno scenario futuro speculativo intitolato '2038: La Nuova Serenità'. Curato dal gruppo 2038, l'esposizione immagina una crisi globale che raggiunge il picco nel 2023, portando a un collasso sociale e a un passaggio verso la Democrazia Radicale. Questo nuovo ordine dà priorità alla redistribuzione delle risorse, all'infrastruttura digitale decentralizzata e all'indebolimento della proprietà privata. Il concept del padiglione, sviluppato da un team che include Ludwig Engel, prevede un'esperienza ibrida fisica e virtuale. Film con figure come Audrey Tang e Francesca Bria narrano il viaggio dal presente al 2038. Il progetto include un padiglione virtuale accessibile globalmente, che completa lo spazio fisico. Collaborazioni con Jonas Staal, Rimini Protokoll e Goethe-Institut estendono l'esposizione attraverso eventi come 'Training for the Future' e 'Conference of the Absent'. La pubblicazione 'Arts of the Working Class' distribuirà il concept per le strade. I film saranno proiettati in tutto il mondo per sei anni, favorendo adattamenti locali. L'esposizione esplora temi di geografia, proprietà, tecnologia ed empatia, proponendo un mondo senza eroi né cattivi, dove l'economia circolare e l'IA migliorano la connessione umana.

Fatti principali

  • Il Padiglione Tedesco per la 17ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2021) presenta '2038: La Nuova Serenità'.
  • Curato dal gruppo 2038, il concept immagina una crisi globale che raggiunge il picco nel 2023 portando alla Democrazia Radicale.
  • La Democrazia Radicale implica redistribuzione delle risorse, infrastruttura digitale decentralizzata e indebolimento della proprietà privata.
  • L'esposizione include un padiglione fisico e un padiglione virtuale accessibile da qualsiasi luogo.
  • I film presentano Audrey Tang, Francesca Bria e altri che spiegano gli sviluppi verso la 'nuova serenità'.
  • Collaborazioni con Jonas Staal, Rimini Protokoll e Goethe-Institut per eventi e workshop.
  • La pubblicazione 'Arts of the Working Class' distribuirà il concept per le strade.
  • I film saranno proiettati in tutto il mondo per sei anni, con adattamenti locali.
  • Il progetto esplora temi di geografia, proprietà, tecnologia ed empatia.
  • Propone un mondo senza eroi né cattivi, con economia circolare e IA che migliorano la connessione umana.

Entità

Artisti

  • Audrey Tang
  • Francesca Bria
  • Ludwig Engel
  • Jonas Staal
  • Florian Malzacher
  • Rimini Protokoll
  • Nicola Violano

Istituzioni

  • German Pavilion
  • Venice Biennale
  • Goethe-Institut
  • BDA
  • Arts of the Working Class
  • Artribune

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Berlin
  • Germany

Fonti