Gary Hill alla Fondation Cartier: Arte, Potere e Oro
La mostra di Gary Hill alla Fondation Cartier di Parigi (27 ottobre 2006 – 4 febbraio 2007) presenta la nuova installazione Frustrum, che esplora le relazioni tra arte, potere e denaro attraverso il prisma dell'oro, dell'oro nero e della volgarità. L'opera include una proiezione video di un'aquila imperiale intrappolata in una struttura piramidale, riflessa in una vasca rettangolare di olio industriale, evocando l'impero americano e l'antica Roma. La seconda sala, Guilt, presenta telescopi puntati su monete d'oro 24 carati incise con frasi come "L'arte è un corpo senza valore" e una parodia di "In God we trust", insieme a immagini autoviolente dell'artista. La mostra è stata concepita dopo la performance Dark Resonances del 2005 di Hill al Colosseo di Roma, che tracciava paralleli tra l'impero americano del XXI secolo e l'Impero Romano. Il critico Chris Darke nota la rara incorporazione fisica dello spettatore. La mostra occupa due sale al piano terra; il seminterrato ospitava l'artista giapponese Tabaimo.
Fatti principali
- La mostra di Gary Hill alla Fondation Cartier si svolge dal 27 ottobre 2006 al 4 febbraio 2007.
- L'installazione Frustrum include una proiezione video di un'aquila in una struttura piramidale riflessa in una vasca di olio industriale.
- La seconda sala, Guilt, presenta telescopi che osservano monete d'oro 24 carati con iscrizioni e immagini autoviolente di Hill.
- La mostra è stata ispirata dalla performance Dark Resonances del 2005 di Hill al Colosseo di Roma.
- Il critico Chris Darke ha commentato l'incorporazione fisica dello spettatore.
- Il seminterrato della Fondation Cartier ospitava una mostra dell'artista giapponese Tabaimo.
- La mostra critica la relazione tra arte, potere e denaro.
- L'aquila in Frustrum è descritta come imperiale, evocando l'impero americano.
Entità
Artisti
- Gary Hill
- Tabaimo
Istituzioni
- Fondation Cartier
- FACT (Foundation for Art + Creative Technology)
Luoghi
- Paris
- France
- Rome
- Italy
- Colosseum
Fonti
- artpress —