La mostra 'Sciencefictive' di Gary Carsley esplora i giardini cinesi come portali culturali
Nella sua mostra del 2014, Gary Carsley crea un giardino di contemplazione all'interno di un complesso residenziale suburbano, esponendo monotipi lambda a grandezza naturale di portali di giardini cinesi. L'opera Astria Portia 4 (Moongate/Stargate) presenta una sedia IKEA Gilbert posizionata direttamente di fronte al Moongate Singapore Chinese Garden, che mostra 26 immagini in sequenza provenienti da vari giardini cinesi in tutto il mondo. Le pareti circostanti espongono quattro sagome a grandezza naturale di statue da giardino, realizzate con carta da parati raffigurante leggendarie figure cinesi come Hua Mulan, Yue Fei e Guan Yu. Questa carta da parati deriva da una riproduzione cinese di un interno in stile chinoiserie del Brighton Pavilion, risalente al 1819 circa. In precedenza, versioni più ampie del progetto Sciencefictive erano state commissionate dall'Institute of Modern Art di Brisbane ed esposte al Kunstverein di Ulm, in Germania. Carsley definisce il suo lavoro un 'mappa mundi' che collega le culture cinesi e le diaspore in tutto il mondo, con i moongate e gli stargate che fungono da portali verso realtà alternative. La mostra invita gli spettatori a considerare se i giardini simboleggino la creazione umana piuttosto che la natura, proponendo che l'arte funga da costrutto culturale analogo. I visitatori sono invitati a utilizzare la sedia per momenti di riflessione, trasformando la galleria in uno spazio di contemplazione. Questo articolo è apparso per la prima volta nell'aprile 2015.
Fatti principali
- La mostra di Gary Carsley presenta portali di giardini cinesi come accessi ad altre realtà
- L'esposizione include monotipi lambda a grandezza naturale e una sedia IKEA Gilbert
- Le sagome in carta da parati raffigurano gli eroi leggendari cinesi Hua Mulan, Yue Fei e Guan Yu
- La carta da parati risale al 1819 circa e riproduce interni del Brighton Pavilion
- Versioni più ampie sono state esposte all'Institute of Modern Art di Brisbane e al Kunstverein di Ulm
- Carsley descrive l'opera come un 'mappa mundi' che collega le diaspore cinesi
- La mostra si interroga se i giardini siano costruzioni umane piuttosto che natura
- Gli spettatori sono incoraggiati a sedersi sulla sedia per meditare
Entità
Artisti
- Gary Carsley
- Gilbert & George
Istituzioni
- Institute of Modern Art
- Kunstverein
- ArtReview
Luoghi
- Singapore
- Brisbane
- Australia
- Ulm
- Germany
- Staten Island
- United States
- London
- United Kingdom
- San Francisco
- Bangkok
- Thailand
- Potsdam
- Brighton