La 'Vendi Napoli e poi muori' della Galleria Fonti esamina l'identità napoletana come marchio
C'è un'interessante mostra intitolata 'Vendi Napoli e poi muori' in corso alla Galleria Fonti di Napoli che esamina come la 'napoletanità' venga trasformata in un marchio. Curata da Lorenzo Xiques, presenta artisti come Gianluca Panareo, SAGG Napoli, Sven Sachsalber, Constantin Thun e Maurizio Esposito. Il titolo gioca con la famosa frase di Goethe su Napoli, criticando il modo in cui la città viene rappresentata nei media, ispirato dal romanzo di Gennaro Ascione. Ad esempio, 'Giallo Napoli' di Sachsalber utilizza quadrati di olio giallo per rappresentare la città. L'opera di Thun è una cartolina del 2015 intitolata 'Untitled – ampoule of San Gennaro’s blood', che affronta questioni digitali. Le foto di Esposito mostrano le conseguenze di un incendio che ha colpito 3.000 ettari e ucciso 50 milioni di api. La mostra è in corso.
Fatti principali
- Mostra collettiva 'Vendi Napoli e poi muori' alla Galleria Fonti, Napoli
- Curata da Lorenzo Xiques
- Artisti: Gianluca Panareo, SAGG Napoli, Sven Sachsalber, Constantin Thun, Maurizio Esposito
- Titolo ispirato al romanzo di Gennaro Ascione che critica l'identità napoletana come strumento politico ed economico
- 'Giallo Napoli' di Sven Sachsalber utilizza quadrati di olio giallo che richiamano il colore storico di Napoli
- L'opera di Constantin Thun include una cartolina del 2015 con 'NUMI' che si riferisce alla logopedia
- Le foto di Maurizio Esposito documentano l'incendio del 11 luglio 2017 che ha bruciato 3.000 ettari e ucciso 50 milioni di api
- Il graffito 'You are cancelled' di SAGG Napoli protesta contro l'uso della città come parco a tema
Entità
Artisti
- Gianluca Panareo
- SAGG Napoli
- Sven Sachsalber
- Constantin Thun
- Maurizio Esposito
- Lorenzo Xiques
- Johann Wolfgang von Goethe
- Gennaro Ascione
Istituzioni
- Galleria Fonti
- Artribune
Luoghi
- Naples
- Italy
- Germany
- Vesuvius
- Europe