L' 'End of Patriarchy n.1' di Gabriel Dawe debutta come ribellione queer
Gabriel Dawe, l'artista concettuale noto per le sue installazioni di fili arcobaleno, ha svelato una nuova opera intitolata 'End of Patriarchy n.1' (2020). Il pezzo presenta ritagli neri di abiti maschili con strappi e cicatrici visibili, a simboleggiare la presenza maschile oppressiva nella società. Dawe descrive il processo creativo come 'doloroso ma catartico', intrecciando esperienza personale ed espressione artistica. L'opera prosegue la sua esplorazione dell'identità queer e della liberazione, utilizzando il filo per creare intricati motivi arcobaleno che evocano sia rabbia che libertà. Il materiale distintivo di Dawe – il filo da cucito – fa riferimento al suo desiderio infantile di imparare il ricamo dalla nonna, una pratica negatagli in quanto 'lavoro da donne'. Il motivo arcobaleno, simbolo dell'orgoglio gay e dell'anti-omofobia, appare come una ribellione pacifica ma potente. L'artista, originario del Messico e ora residente negli Stati Uniti, ha ottenuto riconoscimento internazionale con la sua serie 'Plexus', iniziata intorno al 2010 e presentata alla Texas Biennial del 2011. 'End of Patriarchy n.1' è stato condiviso per la prima volta sui profili social di Dawe all'inizio del 2020.
Fatti principali
- Gabriel Dawe ha creato 'End of Patriarchy n.1' nel 2020.
- L'opera utilizza abiti maschili strappati e filo per criticare il patriarcato.
- Dawe descrive il processo come 'doloroso ma catartico'.
- Il motivo arcobaleno simboleggia la liberazione queer e l'anti-omofobia.
- La serie 'Plexus' di Dawe è iniziata intorno al 2010 ed è stata esposta alla Texas Biennial del 2011.
- Dawe è un artista concettuale di origine messicana ed ex grafico.
- L'uso del filo da parte dell'artista fa riferimento a un ricordo d'infanzia in cui gli fu negato di imparare il ricamo.
- L'opera è stata condivisa per la prima volta sui social media all'inizio del 2020.
Entità
Artisti
- Gabriel Dawe
Istituzioni
- Texas Biennial
Luoghi
- Mexico
- United States