Gabi Scardi critica il turismo di massa e la mercificazione del territorio in Italia
La curatrice e scrittrice Gabi Scardi sostiene che l'approccio italiano al turismo tratti il territorio come una risorsa da sfruttare piuttosto che come un paesaggio culturale vivente. Critica la riduzione dei visitatori a semplici numeri, l'uso di slogan di marketing generici come "VeryBello!" e "Italy Open to Meraviglia", e la trascuratezza del patrimonio e dell'ambiente. Scardi chiede un cambiamento verso un modello di cura, ispirato a Joan Tronto e Berenice Fisher, in cui il territorio sia visto come qualcosa da vivere e amare, non da monetizzare. Sostiene un turismo sostenibile e diffuso che rispetti le comunità locali e favorisca un autentico scambio culturale.
Fatti principali
- Gabi Scardi è una curatrice, scrittrice e docente specializzata in arte contemporanea e pratiche multidisciplinari.
- L'articolo critica la mercificazione del territorio italiano a fini turistici.
- Scardi fa riferimento agli slogan promozionali 'VeryBello!' (di Franceschini) e 'Italy Open to Meraviglia'.
- Cita la definizione di cura di Joan Tronto e Berenice Fisher: 'tutto ciò che facciamo per mantenere, continuare e riparare il nostro mondo'.
- Il pezzo fa parte di una serie sul turismo di massa in Italia pubblicata da Artribune.
- Scardi sostiene che una comunicazione inadeguata e la negligenza legittimano il comportamento irrispettoso dei turisti.
- Sottolinea l'importanza dei piccoli borghi e del patrimonio diffuso in Italia.
- L'articolo invoca un modello di ospitalità che attiri flussi di visitatori meno concentrati e più gestibili.
Entità
Artisti
- Gabi Scardi
- Joan Tronto
- Berenice Fisher
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Italy