Frida Kahlo: Icona femminista o mito costruito? Parla la curatrice Patrizia Andreocci
In un'intervista ad Artribune, la curatrice Patrizia Andreocci, che ha organizzato a Roma una mostra di oltre settanta fotografie di Frida Kahlo scattate da Lucienne Bloch, mette in discussione la narrazione prevalente di Kahlo come icona femminista. Andreocci sostiene che la rilettura femminista di Kahlo sia emersa negli anni '70, mentre l'enfasi sulla sua bisessualità abbia preso piede negli anni '90, entrambi movimenti che considera attribuzioni errate. Afferma che Kahlo non ha mai rappresentato la sua sessualità nei dipinti, concentrandosi invece sulle sue emozioni ed esperienze di vita. Andreocci indica il rimpianto per tutta la vita di Kahlo di non aver avuto un figlio per suo marito Diego Rivera come prova contro un'identità femminista. Nota che Kahlo era un'attivista politica per cause comuniste, partecipando a una protesta nel 1954 contro l'intervento statunitense in Guatemala nonostante il suo deterioramento fisico. La curatrice sostiene che l'etichetta femminista sia una costruzione successiva, con l'immagine di Kahlo manipolata da vari gruppi. Per quanto riguarda la moda, Andreocci osserva che stilisti come Raffaella Curiel, Moschino e Dolce & Gabbana traggono ispirazione dalla tradizione messicana piuttosto che da Kahlo stessa. Stima che lo stile iconico di Kahlo fosse per il 50% pratico (per nascondere le sue disabilità fisiche dovute a polio e spina bifida) e per il 50% una celebrazione della sua eredità. Andreocci conclude che il monoscopio e i baffi di Kahlo erano dichiarazioni deliberate di auto-accettazione, ma la sua persona è diventata alla fine un personaggio che interpretava.
Fatti principali
- Patrizia Andreocci ha curato a Roma una mostra di oltre settanta fotografie di Frida Kahlo scattate da Lucienne Bloch.
- Andreocci sostiene che Kahlo non fosse femminista, citando il suo rimpianto di non aver avuto un figlio per Diego Rivera.
- Kahlo partecipò a una protesta nel 1954 contro l'intervento statunitense in Guatemala mentre era su una sedia a rotelle.
- Andreocci afferma che le narrazioni femministe e bisessuali su Kahlo siano state costruite postume.
- I dipinti di Kahlo non hanno mai rappresentato la sua sessualità, solo le sue emozioni e la sua vita.
- Stilisti come Raffaella Curiel, Moschino e Dolce & Gabbana hanno collezioni ispirate alla tradizione messicana, non direttamente a Kahlo.
- Lo stile di Kahlo era per il 50% pratico per nascondere le sue disabilità e per il 50% una celebrazione dell'eredità messicana.
- Il monoscopio e i baffi di Kahlo erano dichiarazioni deliberate di auto-accettazione.
Entità
Artisti
- Frida Kahlo
- Diego Rivera
- Lucienne Bloch
- Patrizia Andreocci
- Raffaella Curiel
- Moschino
- Dolce & Gabbana
Istituzioni
- Artribune
- Thesign Gallery
Luoghi
- Rome
- Italy
- Coyoacán
- Mexico
- Guatemala
- United States