Frank Smith: 'Guantanamo' confonde finzione e verbali di interrogatorio
Frank Smith, con 'Guantanamo' pubblicato da Éditions du Seuil nella collana Fiction & Cie, trasforma i verbali declassificati degli interrogatori del governo statunitense a Guantanamo Bay in un'opera di finzione. I verbali, rilasciati nel 2006 sotto pressione mediatica, diventano materia prima per l'esperimento stilistico di Smith. Attraverso monologhi, domande e risposte e narrazioni dei viaggi dei detenuti tra Uzbekistan e Afghanistan, il testo destabilizza più di un semplice documento. L'uso strategico del pronome 'on' (si/noi) disorienta il lettore, mettendo a nudo l'assurdità di Guantanamo. Smith, noto come poeta e documentarista radiofonico, evita la denuncia esplicita, puntando invece ad articolare l'indicibile con forza oggettiva. L'opera evoca la qualità documentaristica di Raymond Depardon e la sperimentazione di William Burroughs, proponendo una nuova forma di letteratura impegnata per il XXI secolo.
Fatti principali
- Frank Smith con 'Guantanamo' crea una finzione basata sui verbali degli interrogatori del governo USA a Guantanamo Bay.
- I verbali sono stati pubblicati nel 2006 sotto pressione mediatica.
- Il libro è pubblicato da Éditions du Seuil nella collana Fiction & Cie.
- Smith è un poeta e documentarista radiofonico.
- Il testo utilizza monologhi, domande e risposte e narrazioni dei viaggi dei detenuti.
- Il pronome 'on' viene usato per disorientare il lettore.
- L'opera evita giudizi espliciti, puntando ad articolare l'indicibile.
- Evoca Depardon e Burroughs, proponendo una letteratura impegnata per il XXI secolo.
Entità
Artisti
- Frank Smith
- Pierre Guyotat
- Jacques Roubaud
- Raymond Depardon
- William Burroughs
Istituzioni
- Éditions du Seuil
- Fiction & Cie
Luoghi
- Guantanamo Bay
- Cuba
- United States
- Uzbekistan
- Afghanistan
Fonti
- artpress —