'Cette étrange idée du beau' di François Jullien traccia come l'articolo determinativo 'le' abbia creato la metafisica occidentale
Nel suo ultimo saggio, 'Cette étrange idée du beau' (Grasset), il filosofo François Jullien sostiene che l'aggiunta dell'articolo determinativo 'le' all'aggettivo 'beau' nell'antica Grecia – trasformando 'bello' in 'il Bello' – sia stato un evento linguistico cruciale che ha dato origine alla metafisica, alla filosofia, all'estetica e alla morale occidentali. Jullien traccia questa rivoluzione concettuale da Omero attraverso Platone, Aristotele, gli Stoici, Plotino, Sant'Agostino, Hegel, Diderot e Baudelaire, mostrando come questa astrazione abbia permesso dualismi come bene/male, giusto/ingiusto, puro/impuro, singolare/universale, concreto/astratto, spirito/materia, forma/sostanza e la nozione di Essere. Lo contrappone al pensiero cinese, dove la lingua manca di articoli e non distingue morfologicamente aggettivi da sostantivi, rendendo impossibile sostanzializzare la 'bellezza' come concetto. Citando il pittore cinese dell'XI secolo Mi Fu, Jullien nota che i conoscitori cinesi descrivono i dipinti come 'superiore', 'vivente' o 'riuscito' piuttosto che invocare una 'Bellezza' trascendente. Confronta le tecniche pittoriche cinesi – incentrate su trasformazione, transizione, processo ed energia – con il disegno e la pittura europei (ad esempio, Leonardo da Vinci), e cita il pittore Shi-tao sullo svuotare il sé per lasciare che le cose siano. Jullien conclude criticando i tentativi europei del XX secolo di 'uscire dalla bellezza' e l'imposizione del mercato globalizzato dell'arte occidentale contemporanea sulla Cina, producendo quella che chiama una 'dérisoire copie'.
Fatti principali
- Il saggio di François Jullien 'Cette étrange idée du beau' pubblicato da Grasset.
- L'aggiunta dell'articolo determinativo 'le' a 'beau' ha creato il concetto di 'il Bello' nell'antica Grecia.
- Questo cambiamento linguistico è considerato fondativo per metafisica, filosofia, estetica e morale.
- Jullien traccia questo percorso attraverso Platone, Aristotele, Stoici, Plotino, Sant'Agostino, Hegel, Diderot, Baudelaire.
- La lingua cinese manca di articoli e non distingue aggettivi da sostantivi, impedendo l'astrazione della 'Bellezza'.
- Il pittore cinese dell'XI secolo Mi Fu descriveva i dipinti come 'superiore', 'vivente', 'riuscito' – non come istanze di 'Bellezza'.
- La pittura cinese enfatizza trasformazione, transizione, processo ed energia rispetto a forme ideali.
- Citazione di Shi-tao: 'Quando l'uomo si lascia oscurare dalle cose, si mescola alla polvere.'
- Jullien critica i tentativi europei del XX secolo di 'uscire dal bello' e l'impatto del mercato globale sull'arte contemporanea cinese.
Entità
Artisti
- François Jullien
- Plato
- Aristotle
- Plotinus
- Saint Augustine
- Hegel
- Diderot
- Baudelaire
- Mi Fu
- Shi-tao
- Leonardo da Vinci
- Philippe Muray
Istituzioni
- Editions Grasset
Luoghi
- Greece
- China
- Europe
Fonti
- artpress —