Franco Guerzoni sull'arte ipertrofica e la memoria della materia
Franco Guerzoni, intervistato nel suo studio a Modena, discute la sua traiettoria artistica dai primi esperimenti fotografici con Luigi Ghirri a una pratica pittorica radicata nell'archeologia e nell'antropologia. In gioventù, Guerzoni e Ghirri condividevano una macchina fotografica e fotografavano case abbandonate e interni in decadenza. Guerzoni ha sviluppato un processo chimico per far crescere muffe e concrezioni sulle superfici fotografiche, trasformando immagini documentarie in frammenti archeologici immaginari. Influenzato dagli scritti di André Malraux e dai viaggi nell'Europa orientale, si è dedicato completamente alla pittura, che descrive come 'ipertrofica' — un termine che usa per caratterizzare la natura eccessiva e stratificata dell'arte. Le sue tele sono costruite attraverso stratificazione ed erosione, con colori che si sovrappongono come depositi geologici, evocando affreschi alterati dal tempo. Guerzoni apprezza la generosità nell'arte, un'apertura che pratica accogliendo il dialogo e condividendo il suo processo. L'intervista è stata condotta da Silvia Camporesi e pubblicata da Artribune.
Fatti principali
- Franco Guerzoni è stato intervistato nel suo studio a Modena.
- In gioventù condivideva una macchina fotografica con Luigi Ghirri.
- Fotografavano case abbandonate e interni in decadenza.
- Guerzoni ha sviluppato un processo chimico per far crescere muffe sulle fotografie.
- È stato influenzato da André Malraux e dai viaggi nell'Europa orientale.
- Descrive l'arte come 'ipertrofica'.
- La sua pittura coinvolge stratificazione ed erosione, come depositi geologici.
- Considera la generosità una qualità fondamentale nell'arte.
Entità
Artisti
- Franco Guerzoni
- Luigi Ghirri
- Silvia Camporesi
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Modena
- Italy