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'Succubi e Supplizi' di Francesco De Grandi nella serie ArtsLife

publication · 2026-05-18

Francesco De Grandi presenta la sua opera 'Succubi e Supplizi' come parte della rubrica settimanale di ArtsLife 'Un’opera a settimana', in cui gli artisti discutono un singolo pezzo. De Grandi racconta di aver trovato un libro illustrato degli anni '70 al mercatino delle pulci di Piazza Marina a Palermo, contenente immagini neofasciste della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista dei vinti. È stato colpito da una foto di un soldato Ascaro con un prete copto durante la colonizzazione italiana dell'Etiopia e dell'Abissinia. Ha disegnato sopra la foto, trasformandola in una scena di crocifissione. Il soldato simboleggia il potere militare e il nativo colonizzato che adotta l'uniforme dell'occupante, paragonato ai kapò polacchi nei campi nazisti. Il prete rappresenta il potere religioso alleato con il potere politico, paragonato a Caifa. De Grandi cita una canzone dei CSI che critica guerra, pace e istituzioni religiose/politiche. Lo sfondo presenta una sfilata carnevalesca di uniformi e vesti, con croci e altoparlanti come strumenti di propaganda. Un teschio di Adamo giace tra i rifiuti, simbolo del tradimento dell'umanità verso la natura. L'opera è poi diventata un grande dipinto intitolato 'Succubi e Supplizi', in riferimento al 'muro della crudeltà e del dolore' di Antonin Artaud.

Fatti principali

  • Francesco De Grandi ha creato 'Succubi e Supplizi' per la serie 'Un’opera a settimana' di ArtsLife.
  • L'opera ha origine da un libro illustrato degli anni '70 trovato al mercatino delle pulci di Piazza Marina a Palermo.
  • Il libro conteneva immagini neofasciste della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista dei vinti.
  • De Grandi ha utilizzato una foto di un soldato Ascaro con un prete copto della colonizzazione italiana dell'Etiopia e dell'Abissinia.
  • Ha disegnato sopra la foto per creare una scena di crocifissione.
  • Il soldato rappresenta il potere militare e il nativo colonizzato che adotta l'uniforme dell'occupante.
  • Il prete simboleggia il potere religioso alleato con il potere politico, paragonato a Caifa.
  • L'opera fa riferimento al 'muro della crudeltà e del dolore' di Antonin Artaud.
  • Lo sfondo include una sfilata carnevalesca, croci, altoparlanti e un teschio di Adamo tra i rifiuti.
  • Il pezzo è poi diventato un grande dipinto intitolato 'Succubi e Supplizi'.

Entità

Artisti

  • Francesco De Grandi
  • Antonin Artaud
  • Marcello Maloberti
  • Jacopo Benassi
  • Luigi Presicce
  • Eleonora Roaro

Istituzioni

  • ArtsLife

Luoghi

  • Piazza Marina
  • Palermo
  • Italy
  • Ethiopia
  • Abyssinia

Fonti