Fran Lebowitz ritorna nella serie Netflix 'Pretend It's a City' con Martin Scorsese
Un decennio dopo il loro documentario 'Public Speaking', Fran Lebowitz si riunisce con Martin Scorsese per la serie Netflix 'Pretend It's a City'. Lo show cattura le acute osservazioni di Lebowitz sulla vita urbana, registrate prima della pandemia in luoghi come bar, teatri e biblioteche. Scorsese funge da intervistatore complice, spesso ridendo nell'ombra. Lebowitz, scrittrice con un blocco creativo che dura da oltre due decenni, ha iniziato la sua carriera con una rubrica per l'Interview Magazine di Andy Warhol. Ogni episodio tematico affronta argomenti che vanno dalla scrittura e la liberazione queer alle aste d'arte a nove cifre, con Lebowitz che afferma: 'Un libro non dovrebbe essere uno specchio—dovrebbe essere una porta'. Il titolo della serie fa riferimento alla sua frustrazione per le persone assorbite dai dispositivi, implorandole di 'Fingi che sia una città... dove ci sono altre persone'. Scorsese inserisce materiale d'archivio, inclusi segmenti con Spike Lee, David Letterman degli anni '80 e Toni Morrison, a cui la serie è dedicata. Lebowitz racconta di aver incontrato Morrison nel 1978 a una lettura in biblioteca pubblica. Critici come Judy Berman di TIME Magazine e Steve Greene di Indiewire notano il suo ruolo di osservatrice culturale e la mancanza di introduzione della serie per i non iniziati. Lo show presenta Lebowitz come flâneur in un modello in scala di New York City al Queens Museum.
Fatti principali
- Fran Lebowitz e Martin Scorsese collaborano alla serie Netflix 'Pretend It's a City', sequel del loro documentario del 2010 'Public Speaking'.
- La serie è stata registrata prima della pandemia in luoghi come bar, teatri e biblioteche, con Lebowitz che non ha mai posseduto un computer o smartphone.
- Lebowitz ha iniziato la sua carriera scrivendo una rubrica per l'Interview Magazine di Andy Warhol e ha pubblicato tre libri, nonostante un blocco creativo durato oltre due decenni.
- Scorsese agisce come intervistatore complice, con materiale d'archivio che include segmenti con Spike Lee, David Letterman e Toni Morrison.
- Il titolo della serie si riferisce alla frustrazione di Lebowitz per le persone distratte dai dispositivi, esortandole a 'Fingi che sia una città... dove ci sono altre persone'.
- Gli episodi affrontano temi come scrittura, liberazione queer e aste d'arte, con Lebowitz che dichiara: 'Un libro non dovrebbe essere uno specchio—dovrebbe essere una porta'.
- I critici Judy Berman di TIME Magazine e Steve Greene di Indiewire evidenziano il ruolo di Lebowitz come osservatrice culturale e l'approccio diretto della serie.
- Lo show include una scena con Lebowitz come flâneur in un modello in scala di New York City al Queens Museum, con la serie dedicata a Toni Morrison.
Entità
Artisti
- Fran Lebowitz
- Martin Scorsese
- Andy Warhol
- Spike Lee
- David Letterman
- Toni Morrison
- Judy Berman
- Steve Greene
- Oscar Wilde
Istituzioni
- Netflix
- Interview Magazine
- TIME Magazine
- Indiewire
- The New York Times
- Queens Museum
- Museu de Arte Moderna
Luoghi
- New York
- United States
- Manhattan
- Queens