Fran Lebowitz sull'arte come porta, non specchio
In una riflessione sull'adattamento Netflix de "Il signore delle mosche" di William Golding, il critico Glen Weldon critica la tendenza a cercare solo l'autorappresentazione nell'arte. Ricorda di aver insegnato scrittura e di aver osservato il "narcisismo letterario" degli studenti, interessati solo a opere che riflettessero la propria identità. Weldon riconosce l'importanza della rappresentazione per i gruppi emarginati, ma mette in guardia dal limitare l'arte a uno specchio. Cita l'intervista del 2008 di Fran Lebowitz a Toni Morrison alla New York Public Library, in cui Lebowitz descriveva i libri come "una porta, o una finestra. Una via d'uscita". Il pezzo appare nella newsletter Pop Culture Happy Hour della NPR.
Fatti principali
- Netflix ha pubblicato un nuovo adattamento de Il signore delle mosche.
- Jack Thorne ha co-creato la serie e ha anche co-creato Adolescence.
- Glen Weldon ha insegnato scrittura a livello di scuola superiore e universitario.
- Weldon ha osservato il 'narcisismo letterario' degli studenti, interessati solo a finzioni autoriflessive.
- Fran Lebowitz ha parlato alla New York Public Library nel 2008 con Toni Morrison.
- Lebowitz ha detto che alle persone viene insegnato a pensare a un libro come a uno specchio invece che a una porta o finestra.
- Il pezzo è stato pubblicato nella newsletter Pop Culture Happy Hour della NPR.
- Weldon ha letto ad alta voce i suoi appunti e poi ha visto il clip di Lebowitz su Instagram.
Entità
Artisti
- William Golding
- Jack Thorne
- Fran Lebowitz
- Toni Morrison
- Glen Weldon
Istituzioni
- Netflix
- New York Public Library
- NPR
- Pop Culture Happy Hour
Luoghi
- New York City
- United States