Mostra della Ford Foundation Gallery critica i pregiudizi algoritmici attraverso opere d'arte femministe e decoloniali sull'IA
La mostra 'What Models Make Worlds' alla Ford Foundation Gallery di New York esamina i pregiudizi algoritmici attraverso opere d'arte socialmente impegnate. Inizialmente intitolata 'Encoding Futures', l'esposizione è nata all'Oxy Arts di Los Angeles nel 2021. 'Library of Missing Datasets, Version 1.0' (2016) di Mimi Ọnụọha visualizza le lacune nei dati con cartelle vuote che affrontano temi trascurati come il lavoro domestico e la sorveglianza. Caroline Sinders invita i visitatori a contribuire al suo progetto in corso 'Feminist Data Set' attraverso moduli di sottomissione. Stephanie Dinkins presenta 'Not the Only One (N'TOO), Avatar, VI' (2023), un sistema di IA costruito dalle storie orali di tre generazioni di donne nere nella sua famiglia, insieme alla documentazione delle sue interazioni con il robot sociale Bina48. 'LAUREN' (2017–in corso) di Lauren McCarthy esplora la sorveglianza domestica attraverso un assistente domestico intelligente gestito da esseri umani. 'Sympathetic White Robots (White Robot Tears version)' (2021/2023) di Astria Suparak critica la rappresentazione razziale nel cinema di fantascienza come parte del suo progetto di ricerca 'Asian futures, without Asians'. 'Botanic Attunement' (2023) di Aroussiak Gabrielian presenta piante che crescono attraverso testi scientifici, sfidando i sistemi di conoscenza antropocentrici. La mostra è aperta fino al 9 dicembre, presentando opere che immaginano tecnologie codificate con prospettive femministe, antirazziste, decoloniali e anticapitaliste.
Fatti principali
- La mostra 'What Models Make Worlds' critica i pregiudizi algoritmici e la miopia
- L'esposizione è nata all'Oxy Arts di Los Angeles nel 2021 con il titolo 'Encoding Futures'
- Presenta opere di Mimi Ọnụọha, Caroline Sinders, Stephanie Dinkins, Lauren Lee McCarthy, Astria Suparak e Aroussiak Gabrielian
- L'avatar di IA 'N'TOO' di Stephanie Dinkins è costruito dalle storie orali familiari di donne nere
- 'Library of Missing Datasets' di Mimi Ọnụọha visualizza le lacune nei dati con cartelle etichettate vuote
- La mostra è aperta fino al 9 dicembre alla Ford Foundation Gallery di New York
- Il progetto 'Feminist Data Set' di Caroline Sinders invita i visitatori a contribuire attraverso moduli di sottomissione
- L'opera di Astria Suparak critica l'IA codificata come bianca nei film di fantascienza come 'Blade Runner' e 'Ghost in the Shell'
Entità
Artisti
- Mimi Ọnụọha
- Caroline Sinders
- Stephanie Dinkins
- Lauren Lee McCarthy
- Astria Suparak
- Aroussiak Gabrielian
- Bina Aspen Rothblatt
Istituzioni
- Ford Foundation Gallery
- Oxy Arts
- ArtReview
Luoghi
- New York
- United States
- Los Angeles
- California