Flaubert e Céline sull'arte, il lavoro e la borghesia
Un editoriale di art press presenta un dialogo tra Gustave Flaubert e Louis-Ferdinand Céline, tratto dalla loro corrispondenza, sulla natura del lavoro artistico e l'ostilità della stampa e della borghesia. Flaubert afferma che un artista non può vivere come la gente comune, lavorando violentemente in isolamento, e che l'odio per i giornali è l'inizio dell'amore per la bellezza. Céline descrive l'agonia dello scrivere e liquida i critici come pettegoli che evitano la fatica. Entrambi esprimono disprezzo per gli editori e il pubblico, con Flaubert che dichiara il suo amore per la letteratura e l'odio per il borghese, mentre Céline afferma di essere in guerra con tutti. Gli estratti provengono dalla Correspondance 1876-1880 di Flaubert (Pléiade, vol. 5) e dalle Lettres à Marie Canavaggia 1936-1960 di Céline e dal cofanetto DVD Céline vivant (Editions Montparnasse).
Fatti principali
- Flaubert: 'Un uomo che si è fatto artista non ha più il diritto di vivere come un altro.'
- Flaubert: 'L'odio per i giornali è l'inizio dell'amore per la bellezza.'
- Céline: 'I critici non dicono mai altro che stupidaggini.'
- Flaubert: 'Due cose mi sostengono: l'amore per la Letteratura e l'odio per il Borghese.'
- Céline: 'Sono in guerra con tutti.'
- Flaubert: 'Credo nell'odio inconscio dello stile.'
- Céline: 'Uno stile, ce ne sono uno due tre per secolo.'
- Fonti: Correspondance 1876-1880 di Flaubert (Pléiade vol. 5) e Lettres à Marie Canavaggia 1936-1960 di Céline e cofanetto DVD Céline vivant.
Entità
Artisti
- Gustave Flaubert
- Louis-Ferdinand Céline
- Jacques Henric
Istituzioni
- art press
- Pléiade
- Editions Montparnasse
Fonti
- artpress —