Arte femminista e la persistenza del patriarcato in Italia
Anna Detheridge riflette sulla perdurante rilevanza della critica d'arte femminista a più di cinquant'anni dagli scritti fondativi di Betty Friedan, Juliet Mitchell, Germaine Greer e Linda Nochlin. Sostiene che la cultura patriarcale domini ancora sia l'alta cultura che la cultura popolare, e che il linguaggio dell'arte spesso escluda la soggettività femminile. L'articolo traccia come la body art negli anni '60—da artiste come Yayoi Kusama, Hanna Wilke e Jenny Saville—abbia sfidato lo sguardo maschile e la convenzione del nudo femminile passivo. Il saggio del 1974 di Lea Vergine sulla body art è citato come testo chiave che ha messo in primo piano l'intersoggettività e il corpo performativo. Detheridge discute anche il lavoro di Carla Lonzi, il cui libro del 1969 "Autoritratto" ha dato voce agli artisti e ha rotto con la finzione di un soggetto maschile universale. L'articolo nota che in Italia il discorso femminista rimane marginalizzato e le artiste sono state storicamente oscurate dall'archetipo della mater dolorosa. Vengono forniti dati statistici dal Global Gender Gap Report 2023, dal World Economic Forum e da artnet per illustrare le persistenti disuguaglianze di genere: l'Italia si classifica al 79° posto su 146 paesi per divario retributivo di genere; la parità di genere è prevista per il 2154; solo il 2% dei ricavi globali delle aste tra il 2008 e il 2019 proviene da opere di artiste donne; e il prezzo d'asta più alto per un'artista donna vivente ("Propped" di Jenny Saville a 12,4 milioni di dollari) è irrisorio rispetto a "Rabbit" di Jeff Koons a 91,1 milioni di dollari.
Fatti principali
- Betty Friedan, Juliet Mitchell, Germaine Greer e Linda Nochlin sono scrittrici femministe fondatrici del dopoguerra.
- La body art negli anni '60 ha sfidato lo sguardo maschile e la convenzione del nudo femminile passivo.
- I peep show di Yayoi Kusama costringevano gli spettatori a confrontarsi con il proprio voyeurismo.
- Lea Vergine ha pubblicato un saggio fondamentale sulla body art nel 1974.
- L'opera del 1974 di Hanna Wilke 'S.O.S. (Starification Object Series)' utilizzava gomme da masticare a forma di vulve sul suo viso.
- Il dipinto di Jenny Saville 'Passage' (2004) esplora identità ambigue e plurali.
- 'Autoritratto' di Carla Lonzi (1969) ha dato voce agli artisti, includendo una sola donna, Carla Accardi.
- L'Italia si classifica al 79° posto su 146 paesi per divario retributivo di genere (Global Gender Gap Report 2023).
- La parità di genere è prevista per il 2154 secondo il World Economic Forum.
- Solo il 2% dei ricavi globali delle aste tra il 2008 e il 2019 proviene da opere di artiste donne (artnet).
- 'Rabbit' di Jeff Koons è stato venduto per 91,1 milioni di dollari, mentre 'Propped' di Jenny Saville per 12,4 milioni di dollari.
Entità
Artisti
- Betty Friedan
- Juliet Mitchell
- Germaine Greer
- Linda Nochlin
- John Stuart Mill
- Simone de Beauvoir
- Yayoi Kusama
- Lea Vergine
- Jenny Saville
- Carla Lonzi
- Hanna Wilke
- Iris Marion Young
- Judith Butler
- Martha Nussbaum
- Kiki Smith
- Mike Kelley
- Carla Accardi
- Michela Murgia
- Jeff Koons
- Anna Detheridge
Istituzioni
- World Economic Forum
- artnet
- Artribune
Luoghi
- Italy