Federico Ferrari critica Emanuele Coccia sulla valenza dei social network
In un articolo su Artribune, il critico d'arte e filosofo Federico Ferrari risponde a Emanuele Coccia, un pensatore dei millennial, sul ruolo dei social network nell'arte contemporanea. Coccia afferma che la letteratura sperimentale del primo Novecento, con autori come Joyce, Woolf e Proust, anticipa i profili di Facebook e Instagram, considerando l'arte come una forma di auto-fiction per definire l'identità. Tuttavia, Ferrari contesta questa idea, sostenendo che l'arte acquista significato solo quando l'io dell'autore si dissolve, permettendo l'emergere di un sentimento anonimo. Critica l'idea che i social creino finzione consapevole, affermando che producono invece finzione pura, confondendo Instagram con la realtà. Infine, pur richiamando il motto di Beuys "ogni uomo è un artista", osserva che nelle accademie come Brera solo pochi raggiungono tale status, concludendo che i social sono più un mezzo per diventare ciò che non si è, piuttosto che per rivelare la vera identità.
Key facts
- Federico Ferrari critica Emanuele Coccia sulla valenza dei social network nell'arte.
- Coccia ritiene che la letteratura sperimentale del primo Novecento anticipi i profili social.
- Coccia concepisce l'arte come auto-fiction per diventare ciò che si è.
- Ferrari sostiene che l'arte ha valore quando l'io dell'autore scompare.
- Ferrari critica il motto di Beuys 'ogni uomo è un artista'.
- Ferrari afferma che i social producono finzione pura, non consapevole.
- L'articolo è pubblicato su Artribune nel 2020.
- Ferrari cita Umberto Eco e la fusione tra alta e bassa cultura.
Entities
Artists
- Federico Ferrari
- Emanuele Coccia
- Umberto Eco
- James Joyce
- Virginia Woolf
- Marcel Proust
- Maurizio Cattelan
- Nicolas Bourriaud
- Hans Ulrich Obrist
- Joseph Beuys
- Mark Rothko
- Gino De Dominicis
- Gerhard Richter
- Rainer Maria Rilke
- Josefina Ludmer
Institutions
- Artribune
- Accademia di Belle Arti di Brera
Locations
- Italia