Le Stagioni Invisibili di Fabrizio Favale: Danza Site-Specific Attraverso le Stagioni
Fabrizio Favale e la Compagnia Le Supplici hanno presentato Le stagioni invisibili, un ciclo annuale di quattro performance di danza site-specific nella regione bolognese da ottobre 2018 a maggio 2019. Ogni evento segnava una stagione: autunno al Boscovivo di Argelato, inverno nel sito industriale Concave con dune di sabbia, primavera in un pioppeto, estate nella riserva naturale La Rizza. Il progetto, iniziativa speciale di Agorà sotto la direzione artistica di Elena Di Gioia, è stato promosso dall'Unione Reno Galliera e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, prodotto dall'Associazione culturale Liberty. Favale lo ha descritto come un'opera nomade e riproducibile, che richiede uno spazio agricolo aperto. I performer si sono immersi in ogni luogo, rispondendo a luce, suoni e forme, creando un'immaginario epifanico attraverso il movimento. A La Rizza, gli spettatori hanno incontrato danzatori che imitavano uccelli, figure immobili in tuniche colorate e una lenta processione vicino a un lago, fondendo forme umane e animali. Il progetto esplora il concetto di 'terzo paesaggio' coniato dal botanico Gilles Clément, enfatizzando una transumanza partecipativa tra poesia e realtà.
Fatti principali
- Fabrizio Favale e la Compagnia Le Supplici hanno creato Le stagioni invisibili, un ciclo di quattro performance di danza site-specific.
- Le performance si sono svolte da ottobre 2018 a maggio 2019, una per stagione.
- Luoghi: Boscovivo ad Argelato (autunno), sito industriale Concave (inverno), un pioppeto (primavera), riserva naturale La Rizza (estate).
- Il progetto è stato un'iniziativa speciale di Agorà con la direzione artistica di Elena Di Gioia.
- Promosso dall'Unione Reno Galliera e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.
- Produzione a cura dell'Associazione culturale Liberty.
- Favale ha descritto l'opera come nomade e riproducibile ovunque con spazio agricolo aperto.
- Il concetto si riferisce al 'terzo paesaggio' di Gilles Clément come metafora del pianeta.
- I performer hanno usato il movimento per trasmettere stati meditativi e contemplativi.
- A La Rizza, i danzatori imitavano uccelli, stavano immobili come spaventapasseri e eseguivano una lenta processione vicino a un lago.
Entità
Artisti
- Fabrizio Favale
- Elena Di Gioia
- Giuseppe Distefano
- Gilles Clément
Istituzioni
- Compagnia Le Supplici
- Agorà
- Unione Reno Galliera
- Regione Emilia-Romagna
- Associazione culturale Liberty
- Artribune
Luoghi
- Bologna
- Argelato
- Boscovivo
- Concave
- La Rizza
- Emilia-Romagna
- Italy