Fabio Severino critica la leadership culturale italiana affidata a figure non qualificate
Fabio Severino, economista e sociologo con MBA e PhD, sostiene in un editoriale su Artribune che le istituzioni culturali italiane sono mal gestite da nominati non qualificati. Osserva che poeti, storici dell'arte, pittori, giornalisti e scrittori ricevono ruoli dirigenziali di alto livello in teatri, musei, festival e fondazioni, nonostante manchino di competenze in finanza, contabilità, diritto contrattuale e risorse umane. Severino contrappone questo a professioni come medicina, diritto e ingegneria, dove l'incompetenza è inaccettabile. Attribuisce questa tendenza al clientelismo politico, dove nomi famosi nei media vengono nominati per convenienza, con conseguente caos. Invita queste persone a mettere da parte l'ego e rifiutare ruoli per cui non sono qualificate, esortandole a dire: "Grazie, ma no, non è la mia professione." L'editoriale appare in Artribune Magazine #50.
Fatti principali
- Fabio Severino possiede un MBA e un PhD in marketing.
- Severino è economista e sociologo.
- È stato CEO di un'azienda e ha insegnato all'Università La Sapienza di Roma.
- È stato visiting scholar a Londra, Barcellona e Lione.
- Ha collaborato come consulente per l'ONU e ministeri italiani.
- L'editoriale è intitolato 'Preferirei di no'.
- È stato pubblicato in Artribune Magazine #50.
- Severino critica la nomina di poeti e artisti come manager di imprese culturali.
Entità
Artisti
- Fabio Severino
Istituzioni
- Artribune
- La Sapienza University
Luoghi
- Italy
- Rome
- London
- Barcelona
- Lyon