ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Fabio Severino sostiene che l'IA non può essere veramente creativa, solo computazionale

opinion-review · 2026-04-27

In un articolo di opinione per Artribune, l'economista e sociologo Fabio Severino sostiene che l'intelligenza artificiale non può essere considerata veramente creativa perché si limita a calcolare e ricombinare dati esistenti, mancando di esperienza umana e intenzionalità. Definisce la creatività come 'produrre dal nulla' e sostiene che gli output dell'IA sono predeterminati da formule scritte dall'uomo e dati curati dall'uomo. Severino respinge i dibattiti più ampi sul futuro dell'IA come speculazioni non necessarie, sostenendo invece di concentrarsi sul presente. Traccia parallelismi con i precedenti cambiamenti tecnologici come il cloud computing e lo streaming, che sono diventati centrali organicamente piuttosto che attraverso un discorso diretto. L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #72 e presenta una veduta dell'installazione 'Unsupervised' di Refik Anadol al MoMA di New York come esempio di arte generata dall'IA.

Fatti principali

  • Fabio Severino possiede un MBA e un dottorato in marketing, lavora come economista e sociologo.
  • Severino è ex CEO, docente presso l'Università La Sapienza di Roma e visiting professor a Londra, Barcellona e Lione.
  • Ha collaborato come consulente per l'ONU e vari ministeri.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #72.
  • Il pezzo fa riferimento all'installazione 'Unsupervised' di Refik Anadol al MoMA di New York.
  • Severino definisce la creatività come 'produrre dal nulla'.
  • Sostiene che gli output dell'IA sono il risultato di calcoli, non di creazione.
  • L'articolo è categorizzato sotto 'new media' su Artribune.

Entità

Artisti

  • Refik Anadol
  • Fabio Severino

Istituzioni

  • Artribune
  • The Museum of Modern Art (MoMA)
  • La Sapienza University of Rome

Luoghi

  • New York
  • Rome
  • London
  • Barcelona
  • Lyon

Fonti