Fabio Renzi sulla street photography, la non-dualità e la Città Eterna
Il fotografo di strada Fabio Renzi parla della sua pratica, dello stato della street photography e del ruolo dei social media. Ha iniziato a fotografare nel 2012 e si è dedicato alla street photography dopo il lockdown pandemico, cercando di riconnettersi con le persone e il mondo. Renzi descrive la street photography come una danza in cui il corpo del fotografo diventa un pennello e lo spazio una tela, riecheggiando il concetto di non-dualità dell'Advaita Vedanta. Crede che la street photography goda di ottima salute, sia accessibile e libera da vincoli economici, ma manchi di interesse da parte degli editori e del circuito artistico. Ha fatto da giurato al festival di Livorno e sottolinea l'importanza di una partecipazione attiva, evitando di considerare i festival come lotterie. Renzi consiglia agli aspiranti fotografi di padroneggiare la tecnica, studiare buona fotografia e cercare il confronto con gli altri, dando priorità alla sincerità rispetto al riconoscimento.
Fatti principali
- Fabio Renzi ha iniziato a fotografare nel 2012.
- Ha iniziato la street photography dopo il lockdown pandemico.
- Descrive la street photography come una danza e fa riferimento alla non-dualità dell'Advaita Vedanta.
- Ha fatto da giurato al festival di fotografia di Livorno.
- Crede che la street photography goda di ottima salute ma manchi di interesse da parte degli editori e del circuito artistico.
- Consiglia di padroneggiare la tecnica, studiare buona fotografia e cercare il confronto.
- Avverte contro la ricerca del riconoscimento a scapito del bisogno sincero.
- L'intervista è stata pubblicata su Artribune.
Entità
Artisti
- Fabio Renzi
- Miles Davis
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Liverpool
- Omkareshwar
- Livorno