Retrospettiva di Fabio Mauri al GAMeC di Bergamo
Il GAMeC di Bergamo presenta una mostra personale di Fabio Mauri (Roma, 1926–2009), curata da Giacinto Di Pietrantonio. La mostra si sviluppa in quattro sale e copre la sua produzione dagli anni '60 agli anni 2000. Il lavoro di Mauri esplora il potere del linguaggio sfruttato dalle forze politiche e mediatiche. Un'installazione chiave, 'Linguaggio è guerra' (1974), comprende oltre cento fotografie e incarna il suo concetto di 'arte per legittima difesa' come critica personale. La serie 'Le grandi carte' (1994) e la mostra complementare 'Ariano' (1995) affrontano la memoria. 'Cina ASIA Nuova' (1996) presenta una parete di valigie metalliche che invitano a riflettere sulla storia contemporanea. La mostra include anche 'Autobiografia come teoria' e il motivo ricorrente della parola 'fine', che Mauri presenta non come negativa ma come il momento prima di ogni possibile inizio. La mostra è aperta fino al 15 gennaio 2017.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'Fabio Mauri – Arte per legittima difesa' al GAMeC di Bergamo
- Curata da Giacinto Di Pietrantonio
- Copre opere dagli anni '60 agli anni 2000 in quattro sale
- Installazione 'Linguaggio è guerra' (1974) include oltre 100 fotografie
- Serie 'Le grandi carte' (1994) e mostra 'Ariano' (1995) affrontano la memoria
- Opera 'Cina ASIA Nuova' (1996) presenta una parete di valigie metalliche
- Mauri usa la parola 'fine' come motivo, a significare un inizio
- Mostra aperta fino al 15 gennaio 2017
Entità
Artisti
- Fabio Mauri
Istituzioni
- GAMeC Bergamo
Luoghi
- Bergamo
- Italy
- Rome