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Cinema Espanso: Da Gene Youngblood all'Arte Contemporanea

opinion-review · 2026-04-26

Il concetto di cinema espanso, coniato da Gene Youngblood nel 1970, descrive come l'arte visiva incorpori le immagini in movimento. Quest'estate, diverse mostre hanno messo in luce questa pratica: Isaac Julien a Palazzo Te a Mantova utilizza dieci schermi in una sala specchiata; Alejandro G. Iñárritu alla Fondazione Prada a Milano mostra filmati inediti; le astrazioni digitali di Gerhard Richter sono state esposte alla Fondation Beyeler; e le composizioni stagionali multi-schermo di David Hockney erano alla Fondation Louis Vuitton a Parigi. Il cinema espanso si differenzia dal film narrativo tradizionale, spesso privo di sceneggiatura e che privilegia la percezione e la composizione rispetto alla narrazione. Le sue radici risalgono al 1924 con 'Entr'acte' di Francis Picabia e René Clair, e successivi esperimenti di László Moholy-Nagy (1925), Oskar Fischinger e Abel Gance (1927). Opere neo-avanguardiste come 'Chelsea Girls' (1966) di Andy Warhol e le performance di Yoko Ono e Carolee Schneemann (1964) hanno ulteriormente sviluppato la forma. Oggi, artisti come Adelisa Selimbašić creano dipinti da fotogrammi video, mentre Valentina Furian e Emilio Vavarella lavorano all'intersezione tra cinema sperimentale e mainstream. La pratica riflette un mondo 'liquido', come descritto da Zygmunt Bauman.

Fatti principali

  • Gene Youngblood ha coniato il termine 'cinema espanso' nel 1970.
  • La mostra di Isaac Julien a Palazzo Te a Mantova utilizza dieci schermi in una sala specchiata.
  • La mostra di Alejandro G. Iñárritu alla Fondazione Prada a Milano presenta filmati inediti.
  • Le astrazioni digitali di Gerhard Richter sono state esposte alla Fondation Beyeler.
  • Le composizioni stagionali multi-schermo di David Hockney erano alla Fondation Louis Vuitton a Parigi.
  • Il cinema espanso spesso manca di sceneggiatura e privilegia la percezione rispetto alla narrazione.
  • Esempi precoci includono 'Entr'acte' di Picabia e Clair (1924), Moholy-Nagy (1925), e Fischinger e Gance (1927).
  • 'Chelsea Girls' (1966) di Andy Warhol utilizzava due schermi.
  • Yoko Ono e Carolee Schneemann hanno tenuto performance nel 1964.
  • Adelisa Selimbašić crea dipinti da fotogrammi video.
  • Valentina Furian e Emilio Vavarella lavorano al confine tra cinema sperimentale e mainstream.
  • Viene citato il concetto di mondo 'liquido' di Zygmunt Bauman.

Entità

Artisti

  • Gene Youngblood
  • Isaac Julien
  • Alejandro G. Iñárritu
  • Gerhard Richter
  • David Hockney
  • Francis Picabia
  • René Clair
  • Georges Méliès
  • László Moholy-Nagy
  • Oskar Fischinger
  • Abel Gance
  • Andy Warhol
  • Yoko Ono
  • Carolee Schneemann
  • Gianfranco Baruchello
  • Adelisa Selimbašić
  • Valentina Furian
  • Emilio Vavarella
  • Angela Vettese
  • Zygmunt Bauman

Istituzioni

  • Palazzo Te
  • Fondazione Prada
  • Fondation Beyeler
  • Fondation Louis Vuitton
  • Quadriennale di Roma
  • Artribune
  • Amazon

Luoghi

  • Mantua
  • Italy
  • Milan
  • Riehen
  • Switzerland
  • Paris
  • France
  • New York
  • United States
  • Rome

Fonti