Cinema Espanso: Da Gene Youngblood all'Arte Contemporanea
Il concetto di cinema espanso, coniato da Gene Youngblood nel 1970, descrive come l'arte visiva incorpori le immagini in movimento. Quest'estate, diverse mostre hanno messo in luce questa pratica: Isaac Julien a Palazzo Te a Mantova utilizza dieci schermi in una sala specchiata; Alejandro G. Iñárritu alla Fondazione Prada a Milano mostra filmati inediti; le astrazioni digitali di Gerhard Richter sono state esposte alla Fondation Beyeler; e le composizioni stagionali multi-schermo di David Hockney erano alla Fondation Louis Vuitton a Parigi. Il cinema espanso si differenzia dal film narrativo tradizionale, spesso privo di sceneggiatura e che privilegia la percezione e la composizione rispetto alla narrazione. Le sue radici risalgono al 1924 con 'Entr'acte' di Francis Picabia e René Clair, e successivi esperimenti di László Moholy-Nagy (1925), Oskar Fischinger e Abel Gance (1927). Opere neo-avanguardiste come 'Chelsea Girls' (1966) di Andy Warhol e le performance di Yoko Ono e Carolee Schneemann (1964) hanno ulteriormente sviluppato la forma. Oggi, artisti come Adelisa Selimbašić creano dipinti da fotogrammi video, mentre Valentina Furian e Emilio Vavarella lavorano all'intersezione tra cinema sperimentale e mainstream. La pratica riflette un mondo 'liquido', come descritto da Zygmunt Bauman.
Fatti principali
- Gene Youngblood ha coniato il termine 'cinema espanso' nel 1970.
- La mostra di Isaac Julien a Palazzo Te a Mantova utilizza dieci schermi in una sala specchiata.
- La mostra di Alejandro G. Iñárritu alla Fondazione Prada a Milano presenta filmati inediti.
- Le astrazioni digitali di Gerhard Richter sono state esposte alla Fondation Beyeler.
- Le composizioni stagionali multi-schermo di David Hockney erano alla Fondation Louis Vuitton a Parigi.
- Il cinema espanso spesso manca di sceneggiatura e privilegia la percezione rispetto alla narrazione.
- Esempi precoci includono 'Entr'acte' di Picabia e Clair (1924), Moholy-Nagy (1925), e Fischinger e Gance (1927).
- 'Chelsea Girls' (1966) di Andy Warhol utilizzava due schermi.
- Yoko Ono e Carolee Schneemann hanno tenuto performance nel 1964.
- Adelisa Selimbašić crea dipinti da fotogrammi video.
- Valentina Furian e Emilio Vavarella lavorano al confine tra cinema sperimentale e mainstream.
- Viene citato il concetto di mondo 'liquido' di Zygmunt Bauman.
Entità
Artisti
- Gene Youngblood
- Isaac Julien
- Alejandro G. Iñárritu
- Gerhard Richter
- David Hockney
- Francis Picabia
- René Clair
- Georges Méliès
- László Moholy-Nagy
- Oskar Fischinger
- Abel Gance
- Andy Warhol
- Yoko Ono
- Carolee Schneemann
- Gianfranco Baruchello
- Adelisa Selimbašić
- Valentina Furian
- Emilio Vavarella
- Angela Vettese
- Zygmunt Bauman
Istituzioni
- Palazzo Te
- Fondazione Prada
- Fondation Beyeler
- Fondation Louis Vuitton
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Luoghi
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